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IL PUPONE IN AZZURRO ANCHE A 40 ANNI

Una Lazio brillante e una Roma in affanno salvata da un grandissimo Totti. Questa la chiave di lettura di un derby divertente e ricco di colpi di scena. La squadra biancoceleste nel primo tempo ha...

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Una Lazio brillante e una Roma in affanno salvata da un grandissimo Totti. Questa la chiave di lettura di un derby divertente e ricco di colpi di scena. La squadra biancoceleste nel primo tempo ha surclassato i giallorossi, con una organizzazione di gioco magnifica. Poi è salito in cattedra il Capitano: la sua doppietta ha regalato alla Roma un punto quasi insperato. La seconda rete è un pezzo di bravura immensa, e ancora mi chiedo come sia possibile che questo giocatore non faccia parte della nazionale. La sua esclusione ai Mondiali in Brasile è stata una vera e propria offesa al calcio: considero Totti, insieme a Rivera e pochi altri, il giocatore di maggior classe nel dopoguerra. Per lui l'età sembra non contare, e continua a mostrare cose splendide. La Roma si aggrappa al suo Capitano, anche se la squadra è in affanno: regge ma non convince, fa risultato ma fa sorgere dubbi sulla tenuta fisica e mentale. Per tenere il passo della Juve fino a maggio ci vuole una squadra più forte e pimpante.

La Lazio, dal canto suo, può continuare a sognare il terzo posto. I biancocelesti sono guidati alla perfezione da un ottimo allenatore come Pioli, che ha dato senso logico alla manovra e ha saputo valorizzare i giocatori di classe. Per l'ultimo piazzamento Champions sarà una bella lotta.

In teoria, la grande favorita dovrebbe essere il Napoli. La squadra di Benitez avrebbe dovuto lottare per lo scudetto, quindi il terzo posto è il traguardo minimo. Il valore assoluto di molti giocatori è però compensato dai cronici alti e bassi: la discontinuità dei partenopei dà speranza alle altre pretendenti.

Tra queste potrebbe inserirsi di prepotenza l'Inter, che sta cambiando faccia con il mercato. E allora mi viene in mente il povero Mazzarri, costretto a sopportare un campionato che, a detta della dirigenza, doveva essere di transizione perché non c'erano soldi. Poi arriva Mancini e la società apre il portafoglio, con acquisti e ingaggi milionari (anche se spalmati nel tempo), stracciando il progetto imposto al precedente allenatore. Queste sono balle che fanno ridere. L'Inter, comunque, ora è ben attrezzata: non so se arriverà al terzo posto, ma ha le carte in regola per lottare fino all'ultimo.

(a cura di Giorgio Carlini)

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