Il Tirreno

Livorno

Difesa in piena crisi, la Pistoiese affonda ad Ascoli

di Pasquale Petrella

Molli e distratti nel reparto arretrato, gli arancioni subiscono una lezione durissima. Regali inammissibili

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PISTOIA. Se qualcuno pensava che la Pistoiese avesse toccato il fondo nella partita contro la Spal quando gli arancioni si inchinarono agli ospiti sotto un grappolo di gol (5-1), dopo il match di ieri al Del Duca di Ascoli, dovrà ricredersi. Gli arancioni questa volta ne hanon presi 6 e conta poco che a loro volta sono riusciti a segnarne tre.

C’è qualcosa che non funziona più nei meccanismi difensivi della Pistoiese. Troppo molle, troppo distratta. Un caso evidente è stato proprio il primo gol nato da un retropassaggio del nuovo arrivato Matteo Ricci. Doveva essere un passaggio di alleggerimento ed invece è risultato un assist determinante per Mustacchio che in velocità ha preso in contropiede la difesa arancione e trafitto da due passi l’altro Matteo Ricci che veste la maglia del portiere. Dal 12’ al 30’ del primo tempo l’Ascoli segna ben quattro gol, uno ogni quattro minuti o poco più, dopo Mustacchio vanno a segno Carpani (doppietta) e Berrettoni. Mister Lucarelli si sgola dalla panchina e toglie anche la giacca, tanta è l’agitazione nel vedere i suoi giocatori in bambola. Ma non c’è niente da fare, la Pistoiese non ingrana e anche quando Piscitella riesce a mettere in gol al 41’ , sono pochi coloro che credono in una possibile rimonta.

E nella ripresa , dopo sei minuti c’è il 5 a 1 di Altinier e al 13’ la doppietta personale di Berrettoni che di fatto chiude la partita dell’Ascoli perché un 6-1 è davvero impressionante e difficile da recuperare.

La squadra di casa tira il freno a mano e Lucarelli torna a sedersi in panchina: ormai c’è poco da sgolarsi, il raddoppio di Berrettoni arriva una manciata di secondi dopo che il mister degli arancioni si è giocato il tutto per tutto facendo contemporaneamente tutti e tre i cambi: fuori Vassallo, Falzerano e Piscitella e dentro Saric, Mungo e Coulibaly. Se dovevano essere loro ad imprimere la svolta al match, Berrettoni è un abile pompiere e gela le aspettative del tecnico che va a riflettere in panchina.

La partita è segnata e forse, avrà pensato Lucarelli, è meglio concentrarsi sulla prossima partita che la Pistoiese giocherà allo stadio Melani contro la Carrarese.

E così in una partita ormai irreale l’autorete di Cinaglia all’81’ su uno dei ben nove corner tirati dalla Pistoiese contro i soli due dell’Ascoli, non riscalda l’ambiente arancione. E quando al 90’ arriva anche il gol di Anastasi l’unica consolazione è che forse ci possono essere i presupposti per ricostruire su di lui la Pistoiese del girone di andata quando è stata per un attimo anche in zona playoff. E se in attacco forse è arrivato l’uomo giusto quello che preoccupa è la difesa. Può essere l’assenza di capitan Di Bari il motivo di questa crisi? La risposta dovrà trovarla mister Lucarelli che avrà tutta la settimana per trovare una soluzione per il reparto difensivo visto che il capitano, colpito da pubalgia potrebbe rimanere a lungo fuori dal rettangolo di gioco e il campionato non aspetta. La zona playout è a una sola lunghezza, anche se la pattuglia nelle retrovie è particolarmente folta. Un elemento che non può far stare tranquilli.

I cambi, con il mercato di riparazione, per ora hanno fatto solo danni. La Pistoiese è entrata in crisi di identità e non sarà facile uscire dal tunnel anche perché la squadra è particolarmente giovane e quindi poco avvezza a saper trovare i giusti stimoli per venirne fuori. Adesso ci vorrà tutta la grinta del tecnico livornese per trovare le nuove e giuste alchimie per far inserire i nuovi arrivati e per ricompattare un gruppo che non può subire sei gol da una formazione che nel girone di andata ha messo sulla difensiva per novanta minuti, cedendo immeritatamente con un solo gol di scarto. Urge una riflessione generale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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