Gioco
Prima le botte, ora minacce: la giovane arbitro accusa
La ragazza apuana scrive: i sostenitori dell’Antignano volevano entrare in campo. Tre anni fa venne colpita con una testata da un giocatore ma ha continuato a dirigere
LIVORNO. Non è una carriera facile quella di Federica Cassiani, 25 anni. Una delle poche arbitro in rosa iscritta all’Aia toscana, descritta come preparata e soprattutto animata dalla passionaccia che ti spinge a sfidare i campi di provincia, non sempre tranquilli, e soprattutto i pregiudizi di uno sport declinato decisamente al maschile come il calcio.
Nella primavera del 2012 la ragazza venne colpita da una testata al volto da un giocatore in una gara di Seconda categoria, notizia che fece il giro d’Italia perchè la vittima era, appunto, una giovane donna. Poi Federica si è ripresa, ha continuato ad arbitrare con ottimi risultati.
Ma domenica scorsa la ragazza apuana è tornata nell’occhio del ciclone nel corso dell’accesissima partita di Seconda categoria, girone E, tra Antignano e San Frediano, disputata a Livorno. Una gara vinta facilmente dagli ospiti per 5-2 ma che è terminata tra roventi polemiche e un referto, quello di Federica, ancora più pesante. Non è un caso se il giudice sportivo ha inflitto 6 mesi al vice allenatore livornese Bastrei e 4 al tecnico Cardinali, 5 giornate a Nerici, 4 a Santini e una a Balleri, tutti giocatori dell’Antignano. Senza dimenticare i 400 euro di multa “per contegno offensivo e minaccioso verso l’arbitro con i sostenitori che a fine gara tentano di arrampicarsi sulla rete di recinzione”. «Tutto falso, tra l'altro a vedere la partita c’erano 7-8 persone…», ribatte il d.s. livornese Stefano Ferrara, che presenterà subito ricorso.
Ma che cosa è successo? Nel primo tempo ci sono state alcune lamentele dell’Antignano per alcuni interventi del San Frediano non sanzionati e per il 2-0 ospite (fuorigioco?). Ma il caos è scoppiato nella ripresa, al gol del 4-2 pisano, anche questo segnato – secondo i bianconeri – in netto fuorigioco: proteste contro l’arbitro, la signora Cassiani di Carrara, e pioggia di espulsioni. «Le abbiamo chiesto il perché di quella decisione – continua Ferrara – ma in quel momento la partita le è sfuggita di mano e ha iniziato a tirare fuori cartellini rossi. Poi non so cosa abbia scritto nel referto… ».
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