Gioco
Benvenuto Gelain «Inizia il mio sogno»
«Siligardi? Gran giocatore se non gli fai fare il Gattuso...»
LIVORNO. Parlantina sciolta e soprattutto idee chiare. Benvenuto Ezio Gelain.
Praticamente al debutto da allenatore capo, a 54 anni e con una squadra di serie B che punta in alto. Originale...
«In effetti... Ma questa per me è una splendida avventura che vado ad affrontare con tanto di quell’entusiasmo che neanche potete immaginare».
Conferma che il tuo marchio di fabbrica sarà la difesa a 3?
«Sì, mi sembra che possa darci più affidamento. Partendo da questo punto fisso, poi mi piace che la squadra sappia anche variare a seconda dell’avversario o dell’andamento della partita».
Le aspettative sono per un cambio di rotta, soprattutto sotto il profilo del gioco, rispetto al Livorno di Gautieri.
«Gautieri giocava secondo il suo credo, il mio è diverso. Ma non voglio guardare indietro».
D’accordo il modulo e il cambio tattico. Però gli stessi giocatori talvolta hanno parlato di avversari che ci mettevano più grinta, se non addirittura di qualcuno che tirava indietro la gamba.
«Parleremo di questo. Non c’è tattica che tenga se prima non ci metti, fame, intensità, corsa e cattiveria agonistica. Però conosci questi ragazzi, so che il gruppo è sano».
Inevitabile parlare di mercato. Cosa pensa di Siligardi?
«Questo è un gruppo di valore, forte, per cui a me andrebbe bene anche così, magari con un giocatore in più in un reparto dove numericamente siamo un po’ più limitati. Siligardi è un giocatore di valore, poi si tratta di capire se le volontà del giocatore e della società collimano o no».
Quindi? Lo vorrebbe tenere?
«Ci parlerò. Di certo uno che ha le sua qualità, non può fare il Gattuso. Deve essere messo in condizione di dare il meglio delle qualità che ha».
Il rinforzo lo chiede a centrocampo.
«Sì, lì ci manca qualcosa visti i tanti infortuni che ha subito il reparto».
Ma vorrebbe un regista o un mediano?
«L’ideale sarebbe un giocatore di quantità coi piedi buoni. Comunque il concetto di base è che servirebbe più che altro un regista».
In attacco il materiale non manca. Ma come usare Vantaggiato, Galabinov, Cutolo, magari anche Siligardi?
«Guarderò come giocano gli avversari, e spesso deciderò in base a quello. Davanti possiamo giocare in tre modi: tre attaccanti, due attaccanti, due attaccanti e un trequartista. Gli uomini non ci mancano».
Cosa pensa di Maicon?
«Lui e Moscati sono giocatori perfetti per giocare esterni in un centrocampo a 5 con dietro una difesa a 3».
Aspettiamo tutti Andrea Luci.
«Secondo me sono stati affrettati i tempi del rientro. Un conto è star bene, un conto è star bene e fare il calciatore. Forse ha avuto talmente una grande voglia di rientrare, che Andrea ha chiesto al suo fisico più di quanto il fisico potesse dargli. Lo scorso anno è il giocatore che più mi aveva sorpreso, ci conto molto».
La società chiede la serie A. Sinceramente: sente il peso della responsabilità?
«Certo. Conosco il presidente e conosco la piazza, so cosa mi attende. Sento la responsabilità, ma sento soprattutto di avere una grande occasione. E non voglio sprecarla».
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