Gioco
Siligardi dice no al Bari. Gelain: "Squadra forte, io ci credo"
L'attaccante al 90% resta a Livorno, mentre il tecnico si presenta e fa capire che giocherà col 3-5-2
LIVORNO. La notizia arriva quando sta per calare il buio, la conferenza stampa di Gelain è finita da tempo e il Livorno ancora si allena al Centro Coni: Luca Siligardi ha detto no al Bari, a Davide Nicola, alla cessione e resta in amaranto fino a giugno. Poi passerà al Verona, società con la quale ha già un accordo. Il tutto a meno di movimenti clamorosi, che nel mercato non possono mai escludere.
Ma come detto è stato anche il giorno di Gelain. "Questa per me è una splendida avventura che vado ad affrontare con tanto di quell’entusiasmo che neanche potete immaginare"
Il rinforzo lo chiede a centrocampo.
«Sì, lì ci manca qualcosa visti i tanti infortuni che ha subito il reparto».
Ma vorrebbe un regista o un mediano?
«L’ideale sarebbe un giocatore di quantità coi piedi buoni. Comunque il concetto di base è che servirebbe più che altro un regista».
In attacco il materiale non manca. Ma come usare Vantaggiato, Galabinov, Cutolo, magari anche Siligardi?
«Guarderò come giocano gli avversari, e spesso deciderò in base a quello. Davanti possiamo giocare in tre modi: tre attaccanti, due attaccanti, due attaccanti e un trequartista. Gli uomini non ci mancano».
Cosa pensa di Maicon?
«Lui e Moscati sono giocatori perfetti per giocare esterni in un centrocampo a 5 con dietro una difesa a 3».
Aspettiamo tutti Andrea Luci.
«Secondo me sono stati affrettati i tempi del rientro. Un conto è star bene, un conto è star bene e fare il calciatore. Forse ha avuto talmente una grande voglia di rientrare, che Andrea ha chiesto al suo fisico più di quanto il fisico potesse dargli. Lo scorso anno è il giocatore che più mi aveva sorpreso, ci conto molto».
La società chiede la serie A. Sinceramente: sente il peso della responsabilità?
«Certo. Conosco il presidente e conosco la piazza, so cosa mi attende. Sento la responsabilità, ma sento soprattutto di avere una grande occasione. E non voglio sprecarla».
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