Il Tirreno

Livorno

Scinto si fa da parte «Per ora mi fermo non ho più stimoli»

di Stefano Fiori

Il direttore sportivo scende dall’ammiraglia della Neri ma non lascia il mondo del ciclismo: lavorerà coi giovani

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QUARRATA. Da reputato diesse, addirittura indicato come il migliore del panorama italiano, a tecnico criticato e coinvolto in situazioni imbarazzanti a causa di ciclisti caduti nella rete dell'antidoping da lui guidati dall'ammiraglia della Vini Fantini e della Neri-Yellow Fluo. Questa la fotografia del momento difficile che sta vivendo Luca Scinto, ex professionista vincitore di 6 gare e successivamente direttore sportivo dai notevoli risultati colti insieme all'inseparabile manager ed amico Angelo Citracca. Uno status quo insostenibile per questo sanguigno personaggio del ciclismo toscano originario di Fucecchio e Galleno ma residente da parecchi anni insieme alla famiglia a Santonuovo di Quarrata, nel Pistoiese, che nei giorni scorsi ha annunciato di volersi concedere una pausa di riflessione.

Come sei giunto a questa decisione?

«Ho rivissuto quello che mi accadde alla fine del 2002, reduce dal trionfo con la nazionale italiana al mondiale di Zolder vinto da Cipollini. Avevo un paio di proposte interessanti per continuare come ciclista professionista, con squadre della massima categoria internazionale ma una mattina mi guardai allo specchio e capii che non avevo più stimoli, non sentivo più alcun interesse a gareggiare tra i professionisti. Dissi basta, semplicemente, senza pensare ai soldi che avrei potuto guadagnare se proseguivo l'attività. Io sono fatto così, quando non sento più grinta, passione e cattiveria agonistica preferisco fermarmi e anche stavolta la situazione si è ripetuta».

Ma ci sono delle cause precise alla base di questo stop?

«I motivi sono diversi, ma alla fine devo confessare che mi ha fatto molto male, anzi, mi ha umiliato dover rispondere alle domande della procura federale dopo quel servizio televisivo effettuato dalle Iene. Lo so, è stato un atto dovuto ma subire un interrogatorio a causa loro mi è sembrato più umiliante che ridicolo. E poi la cosa peggiore è quando anche i tuoi corridori capiscono che stai perdendo le motivazioni. Non ti rispettano più e un diesse perde così il suo carisma».

Quanto hanno influito sulla tua decisione i casi di doping che hanno coinvolto Di Luca, Santambrogio e infine Rabottini?

«Di Luca non l'ho mai considerato un mio corridore. Lo aveva voluto uno sponsor e io ho lavorato insieme a lui soltanto per 17 giorni, troppo poco per capire cosa aveva in mente. Su Santambrogio preferisco non pronunciarmi, anche alla luce di quanto è accaduto recentemente. Rabottini è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso, un fulmine a ciel sereno per me e per tutto lo staff della Neri-Yellow Fluo. Il suo caso conferma che è praticamente impossibile controllare un corridore quando è a casa sua, nessun tecnico può riuscirci. E dire che stava per raggiungere un accordo con una squadra World Tour, anche in considerazione del fatto che il suo passaporto biologico sembrava impeccabile».

Ora quindi vuoi dire basta?

« Il mio non è affatto un addio definitivo al ciclismo. Ho bisogno di ricaricare le pile, di prendermi una pausa di riflessione e ciò può durare un mese come un anno».

Ha influito su di essa la scomparsa di Alfredo Martini?

«Non in modo decisivo, con Alfredo mi confrontavo di tanto in tanto, ma a mancarmi parecchio è stato Franco Ballerini, un fratello per me, che sapeva sempre darmi i consigli giusti per affrontare ogni situazione. Se Franco fosse stato ancora qui tra noi probabilmente non mi sarei mai trovato in questa situazione. Mi consola un po' il fatto che Sabrina, sua moglie, è una vera amica e mi ha aiutato parecchio durante queste ultime settimane, così come la mia bellissima famiglia e nel 2015 sarò il supervisore del team Franco Ballerini della categoria Juniores».

Quali sono i rapporti attuali con Angelo Citracca?

«Sono ottimi, a dispetto delle voci infondate che circolano nell'ambiente. Con Angelo ho lavorato sodo per 12 anni e nonostante qualche inevitabile screzio esiste un'immutata stima reciproca. Quando ricomincerò potrei riprendere proprio da dove ho lasciato».

Chi prenderà il tuo posto sull'ammiraglia della Neri-Yellow Fluo nel 2015?

«Serge Parsani potrebbe già essere pronto a rivestire questo ruolo, ma non dovrà mai copiare Scinto, nel bene e nel male. Io resto inimitabile in entrambe le parti…».

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