Gioco
Due reti e un pari al Mariotti che fanno contenti un po’ tutti
MONTECATINI. Il big match del “Mariotti” fra il Montecatini, quinto della fila con la difesa meno battuta del torneo, e la capolista Baldaccio Bruni dall’attacco più prolifico , partorisce un pari...
MONTECATINI. Il big match del “Mariotti” fra il Montecatini, quinto della fila con la difesa meno battuta del torneo, e la capolista Baldaccio Bruni dall’attacco più prolifico , partorisce un pari che serve agli aretini per restare da soli in vetta ed ai termali di tenere il piazzamento playoff.
Ai biancocelesti non riesce l’impresa di avvicinarsi alla vetta, distante sette lunghezze; però alla luce di quanto visto in campo la formazione aretina al momento ha qualcosa in più rispetto ai termali a cominciare dall’organizzazione di gioco, al limite della perfezione quando il Baldaccio Bruni è rimasto in dieci. L’avvio è ad handicap per il Montecatini. Al 5’ un errato disimpegno difensivo genera confusione in area biancoceleste. Calderini cade stretto nella morsa fra Garbini e Di Giusto. Il fischietto fiorentino indica il dischetto suscitando le proteste del clan di casa. Del rigore si incarica Bartolo che calcio addosso a Colombo. Il portiere però non riesce a trattenere la sfera e lo stesso Bartolo a ribadire in rete.
Il Montecatini non si perde d’animo e trova il pari quasi subito. Cerri al 15’ entra in area e subisce lo scomposto intervento del portiere Giovagnoli. L’arbitro assegna il rigore. Impeccabile l’esecuzione di Lacheheb. Prima dell’intervallo c’è un po’ di parapiglia davanti la panchina del Montecatini. L’arbitro espelle il massaggiatore dei locali Sterlino ed affibbia il secondo cartellino giallo a Bruni che lascia il Baldaccio Bruni in dieci. Alla ripresa delle ostilità, in molti si aspettano un assalto della squadra termali e gli ospiti chiusi a riccio. E invece nella difficoltà che viene fuori la qualità del Baldaccio Bruni, che, forte di una grande condizione atletica e di un indubbia fisicità nei contrasti, non rinuncia mai a giocare , oltre a pressare la retroguardia avversaria ed a tenere alta la difesa. La compagine aretina rischia solo una volta e da calcio piazzato.
Il tiro del solito Lacheheb si spenge sul palo. Il Montecatini troppo spesso si affida ai lanci lunghi, che tolgono dal fulcro del gioco il regista Nardoni, abituato a manovrare la sfera.
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