Toscana
Tre punti per brindare Ma di mezzo c’è il Pescara
Il Livorno vuol salutare il 2014 e dare continuità ai pareggi di Chiavari e Vicenza Si torna al 4-3-3, Galabinov con Cutolo e Siligardi, Vantaggiato dalla panchina
LIVORNO. Scrivere Pescara equivale a dare la stura ai dolorosi ricordi di quel livido pomeriggio abruzzese del 14 aprile 2012. La morte di Piermario Morosini è una ferita che neanche il tempo riesce a rimarginare. Due anni e mezzo dopo amaranto e biancoazzurri si ritrovano di fronte. Hanno alle spalle una storia del tutto simile fatta di una promozione in serie A e dell'immediato ritorno della casa madre serie B.
Bòtti di fine anno. Oggi, proprio come in quel giorno maledetto, per il Livorno c'è l'esigenza di 'andare a prenderci questo risultato' ultimo desiderio e incitamento del Moro all'Adriatico quaranta minuti prima di essere risucchiato chissà dove. Trentadue mesi fa lottavamo per non retrocedere in Lega Pro. Nell'ultima domenica dell'anno vogliamo dare concretezza ai nostri sogni. Inutile girarci attorno. Dopo cinque giornate fatte di un successo e quattro pareggi, urge passare alla cassa e capitalizzare al massimo questa serie positiva. Sì perché anche il punticino andrà pure bene perché muove la classifica (Mazzarri nel 2003 tra novembre e dicembre in otto partite conquistò un solo successo e sette pareggi e alla fine ci riportò in A), ma in un contesto equilibrato come la B di quest'anno, solo i tre punti sono le ali con cui spiccare il volo. E allora questo pomeriggio è opportuno interrompere i preparativi per il veglione di Capodanno. Il campionato chiama il Livorno e il Livorno i suoi tifosi: è opportuno esserci.
L'avversario. Non fidatevi della classifica anonima del Pescara. Quella abruzzese è una buonissima squadra alla quale nel girone d'andata ha fatto difetto (molto più che al Livorno, questo è evidente) la continuità. E proprio questa considerazione impone di tenere le antenne ben dritte. Prima o poi la squadra di Marco Baroni è destinata e risalire la classifica e a piazzare qualche colpo inatteso. Per cui se c'è qualcuno che ritiene di poter assistere a una passeggiata prefestiva all'Ardenza, è bene che riveda i suoi programmi. Inevitabile parlare del modulo. Baroni sembra intenzionato a confermare il 4-4-2 anche se potrebbe decidere in extremis di venirsela a giocare a viso aperto con il tridente inserendo davanti Brugman.
Le contromosse. Anche il Gaucho è alle prese con lo stesso dilemma. Partenza lanciata con il 4-3-3 oppure solido 4-4-2 con mediani a far legna ed esterni meno bloccati di quanto non lo siano stati a Vicenza. La sensazione è che Gautieri torni all'antico anche, magari con gli inserimenti di Cutolo e Siligardi con Galabinov al centro dell'attacco e Vantaggiato in panchina. Il toro di Brindisi sta tirando la carretta dall'inizio del campionato e per lui potrebbe profilarsi l'ipotesi dell'utilizzo in corso d'opera. Ancora una volta, però, a far la differenza sarà l'atteggiamento. Da questo punto di vista il Livorno è sempre sotto esame. Che sia Natale, Capodanno o Pasqua. Se gli amaranto giocano con la valvola della concentrazione chiusa a doppia mandata qui all'Ardenza la vita è dura per tutti.
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