La protesta
Il derby è del Don Bosco, Siena resta al verde
Livorno, in un PalaMacchia pieno come non mai i ragazzi di Quilici battono la capolista Mens Sana. E alla sirena scoppia la gioia
LIVORNO. Non parliamo di cifre, non servono. Meglio esaltare il battito e l’umiltà sfornate dalla squadra di Daniele Quilici, il coach labronico che guida un team di livornesi salvo due elementi “adottati” da Pontedera e Mario Gigena. E a volte scherzare troppo con il fuoco può giocare brutti scherzi. Perché sul 72 pari (al 39’, dopo una battaglia sempre a rincorrere) in casa Siena un po’ tutti credevano di portarla via con il braccio di fuori. E invece no.
Quattro a zero di Persico, il pivot cresciuto in via Cecconi nelle file della Pallcanestro Livorno, e Mens Sana travolta da un treno di entusiasmo chiamato Pala Macchia. Il vecchio catino di via Allende popolato sabato sera da più di 2000 persone, il sesto uomo in campo, decisivo, di una squadra che non finisce mai di stupire. Sul parquet l’avvio confuso, sintomatico di un derby sentito da entrambe le parti e dipinto appunto in una cornice d’altri tempi; il Don Bosco si affida al “corri e tira” mentre la Gecom è in mano all’esperienza di Chiacig. Poi arriva il turno Liberati (tripla e due liberi) e di un positivo Malfatti che dalla panchina entra e realizza dalla media (23-15 al 10’).
Artioli e lo stesso Malfatti scrivono il massimo vantaggio labronico (28-15) e Vico, con Persico stampato addosso, tampona un’emorragia che si era fatta preoccupante inaugurando il contro break senese che prosegue per lo più dalla linea della carità. Ecco allora spuntare l’orgoglio dell’argentino, Mario Gigena, che dall’arco riporta i suoi sul 36-29 in attesa della sfuriata di Parente (36-32 all’intervallo lungo). Il trend non cambia al rientro dagli spogliatoi, è partita nervosa tra due squadre che meritano l’alta classifica e si rispondono colpo su colpo con percentuali da capogiro. Alias, questa partita si vince in difesa. E con le letture giuste in fase offensiva (57-49 al 30’).
Livorno tocca nuovamente il +11 (tripla di Gigena per il 60-49), ma Siena è chirurgica dalla lunetta e riapre per l’ennesima volta il discorso; si va avanti a sprazzi, almeno fino ai 2 liberi di Chiacig che valgono il 72 pari al termine di una rincorsa durata 39 minuti. Ma dalla media Persico è siberiano, più che mai nel suo regno (rimbalzone in attacco e jump) e la Cfg tocca il cielo con un dito. Parente sigla la tripla della speranza, ma è troppo tardi. Il Pala Macchia festeggia i suoi eroi respingendo la capolista Mens Sana, la squadra che a meno di scossoni salirà in Legadue Silver, sempre che al denaro riesca ad aggiungere una minima percentuale di cuore. Quel battito che ha permesso a Livorno di scartare il dono natalizio più bello, nonché sesto sigillo casalingo consecutivo.
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