Il Tirreno

Livorno

LE PAGELLE DI VICENZA-LIVORNO

Mazzoni blinda la porta, Maicon è un treno

Alessandro Bernini

Bene la difesa, stecca Vantaggiato e a centrocampo Djokovic non trova il passo

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LIVORNO. Le pagelle degli amaranto

MAZZONI 7.  Due parate, ma che parate.  Vola nell’angolino alto a togliere una punizione maligna di Di Gennaro, poi ci mette il piede quando Varela gli si presenta solo soletto davanti alla porta. Sempre più sicuro.

MAICON 7. Bravo. Forse la miglior partita in amaranto, perché spinge ma sa anche blindare la fascia in fase difensiva. La gamba c’è, sta crescendo. E tanto. Peccato per il giallo: era in diffida, salterà la partita di domenica contro il Pescara ed è probabile che a destra si riveda Ceccherini

BERNARDINI 6.  Tosto in fase difensiva, poi non gli si può chiedere precisione quando c’è da impostare perché non l’ha mai avuta. Il problema casomai è che troppe volte il “Berna” suo malgrado di trova a impostare.

EMERSON 6,5. Ti prende un po’ di nostalgia quando un paio di volte parte dalla difesa palla al piede e arriva fino alla trequarti.  La sua partita sembra uno striscione, “sempre presente”.

LAMBRUGHI 6. Marino inverte gli esterni, dopo 20’ si ritrova dalla sua parte Laverone. Lo controlla bene, però a volte dovrebbe tenere gomiti e braccia più basse perché un paio di volte regala punizioni pericolose.

MOSCATI 6. Spinelli lo voleva in campo, eccolo qua. Questo ragazzo sa leggere la partita, magari a volte non riempie l’occhio ma tatticamente è indispensabile. Se Maicon può partire, è perché lui scala sempre. Detto questo, secondo noi può fare ancora meglio. (27’ st Cutolo 6,5. Argento vivo addosso. Scuote il Livorno, ci prova da fuori, sfiora il gol, aiuta in difesa e riparte. Sta bene, molto bene).

LUCI 5,5.  Quei 3-4 passaggi semplici sbagliati in fase di impostazione sono lo specchio di un giocatore che per ora è l’inno al “vorrei ma non posso”. Gli manca forza fisica ed è su quella che adesso potrà lavorare nella lunga sosta natalizia (10’ st Jelenic 5,5. Altra partita con poca polpa. Uno di quei giocatori che piacciono molto ai giocatori, un po’ meno ai tifosi).

MOSQUERA 6. Con Luci a mezzo servizio e Djokovic che stenta, lui si trova preso in mezzo e spesso si arrangia con falletti. Meglio nel secondo tempo quando il Vicenza cala e lui ha sempre benzina in corpo.

DJOKOVIC 5. Il problema non è l’impegno, quello è sempre massimo. Il problema è che la sua corsa è inversamente proporzionale a quanto produce.  Perché in mezzo all’azione c’è quasi sempre, però è caotico e fa fatica ad organizzare il gioco.

VANTAGGIATO 5. Forse è la prima partita che stecca. Ha una palla d’oro alla mezzora ma la spara in curva, poi in un altro paio di occasioni perde l’attimo. Anche se ha l’alibi di vedere pochi palloni giocabili. (37’ st Belingheri  sv. Non male come impatto).

GALABINOV 5,5.  L’occasione della partita capita sui suoi piedi, al tramonto del match, quando una zampata vorrebbe dire vittoria. Cerca lo stop di petto e il tiro di sinistro, ma in quelle situazioni non hai il mezzo secondo per sistemarti la palla. Meglio di altre partite ma ci resta la sensazione che faccia vedere un quinto del suo potenziale.

GAUTIERI 6. Sa che questo Vicenza vola, e per la prima volta pensa che ci sia bisogno di superiorità in mezzo al campo passando dal 4-3-3 al 4-4-2. La scelta sarebbe giusta, peccato che i centrocampisti gli diano poco. Siligardi in panchina fino al fischio finale è un messaggio?

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di Redazione web