Gioco
Polveri bagnate e nervi tesi Natale amaro per Pistoia
Pur senza strafare, la Sidis Avellino trasforma di nuovo il PalaCarrara nella terra di nessuno: per la Tesi Group è la quinta sconfitta casalinga in sei gare
PISTOIA. Niente regalo sotto l'albero biancorosso con la Tesi Group che nella gara prenatalizia contro Avellino incappa nella quinta sconfitta interna su sei, la seconda consecutiva dopo quella con Brindisi da cui non sembrano esserci stati aggiustamenti o miglioramenti.
Per i biancorossi è stata un'altra gara con le polveri bagnate, finita con un desolante 35% al tiro e un terrificante 11% dalla lunga distanza figlio di un 2/ 19 preoccupante per una squadra che non sembra trovare alternative al gioco basato sul tiro dalla lunga distanza. Tra l'altro la secondo tripla dell'incontro è arrivata a fil di sirena, sparata da quel Gilbert Brown che è stato uno dei pochi a salvarsi, come una beffarda chiusura di una serata da dimenticare.
Una tripla inutile dopo la sagra degli errori che chiama in causa tutti i biancorossi: dallo 0/2 di Filloy e Johnson - tiri forzatissimi quelli del lungo americano- allo 0/4 di Williams e l'1/6 di Cinciarini, le due turbine dell'attacco pistoiese ormai spente da settimane. Intanto con il PalaCarrara che diventa terra di nessuno, il nervosismo monta e alla fine sono piovuti i fischi dalle tribune, nonostante la classifica rimanga in linea con l'obiettivo salvezza della Tesi Group, complice un campionato dove il fattore campo conta (non solo a Pistoia) meno di un due di briscola.
Con i fischi si è subito confrontato, da passionale com'è, Roberto Maltinti che si è dato “in pasto” agli animi più caldi tra i tifosi, compreso chi in questi casi va sempre al di là del legittimo. Certo è che, se dalla gara con Avellino ci si aspettava delle risposte sugli equilibri precari di una classifica fin troppo livellata, queste sono state negative. Perchè la Tesi Group è andata subito sotto, nel punteggio e probabilmente di testa, già dal primo tempino affondata a -5 da Banks e Gaines (4- 9), poi a – 16 (8- 14) fino al -9 di fine primo quarto, concluso con la tripla di Cavaliero. I biancorossi sono sembrati come davanti ad una montagna troppo alta da scalare ed hanno iniziato a sparacchiare da tre (Filloy e Cinciarini), subendo anche il -11 da Trasolini (21- 10) all'11'.
L'urlo liberatorio del Cincia sulla tripla del -8 (15- 23) è ricacciato in gola dal siluro dell'ex Cortese, festeggiatissimo a fine gara e utile ai suoi nonostante i soli 6' in campo. Avellino ruota 10 giocatori, Pistoia 8 anche se Magro partito quintetto, non sfonda e non viene richiamato in causa nonostante l'altalena irritante di Johnson che soffre terribilmente sia Anosike che Trasolini autore del 17- 32 del 16'.
Il pubblico rumoreggia, Pistoia è in balia di un avversario che si limita a mettere il dito nelle molte piaghe biancorosse. Nemmeno il parziale di 10- 2 con cui Pistoia limita i danni all'intervallo (27- 34), carica i biancorossi di nuovo in apnea sul 7-0 irpino firmato Harper (27- 41). Il problema è proprio questo: la squadra non riesce mai ad accendersi, nemmeno quando rimonta fino al 43- 47 con gli attesi lampi di Johnson, Cinciarini e Milbourne.
Qui è la tripla di Cavaliero a farla ripiombare nella depressione, mentre alla fine del quarto parziale dopo una faticosa risalita dal 49- 58 (contropiede di Harper al 36') al -3 (58- 61) del 39' grazie a Williams e Brown, è il siluro di Gaines a spengere l'illusione della rimonta (58- 64). Avellino dilata il vantaggio finale con le rubate di Banks che buttano sale sulle ferite della Tesi Group. Ora ci sono due gare ravvicinate (a Reggio Emilia il 26 e con Pesaro il 29), forse troppo per pensare ad innesti di mercato che non sembrano così remoti.
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