Gioco
Livorno, Spinelli: «Chi non lotta lo mando via subito»
Il presidente digerisce male il pari di Chiavari. «Voglio andare in serie A. E poi, caro Gautieri, devi far giocare sempre Moscati»
LIVORNO. Il pareggio di Chiavari come l'ovo sodo di Paolo Virzì. Al presidente non va né su né giù. E non è bastata neanche un'intera giornata a Montecarlo per agevolarne la digestione: «Faccio un po' di shopping prenatalizio - confida Spinelli - nella speranza che mi passi il nervoso. È da sabato sera che rimugino su quei due punti persi». Gautieri non rischia nulla, ma di certo l'umore del presidente è stato migliore in altre circostanze.
Che cosa l'ha fatta imbufalire oltre a quel gol balordo incassato a inizio ripresa?
«Un bel poi di cose. La prima? I punti persi».
E poi?
«C'è un giocatore che voglio vedere sempre in campo anche con una gamba sola. È Moscati. Sabato la sua assenza ha pesato e ne abbiamo avuto conferma quando è entrato perché da quella parte non abbiamo più sofferto. A me piacerebbe vedere lui esterno di difesa e Maicon davanti. L'esatto contrario della disposizione a cui siamo abituati. Tutto questo perché il brasiliano è bravissimo ad attaccare, ma meno portato a fare la fase difensiva. Vorrei vederli giocare come Eranio e Ruotolo ai tempi del mio Genoa: quando uno partiva l'altro copriva e viceversa. E poi Maicon era da togliere subito dopo l'ammonizione perché abbiamo corso il rischio di finire di nuovo in dieci».
Ha avuto modo di parlarne con Gautieri?
«No, ma Carmine è un ragazzo intelligente e certe cose le capisce da solo anche se sono un po' arrabbiato con lui».
Eppure non tutto quello che abbiamo visto a Chiavari è stato da buttare via...
«Sono d'accordo. Ad esempio sono contento che Gautieri abbia fatto giocare insieme Galabinov e Vantaggiato. Il problema semmai è un altro».
Quale?
«Qui c'è gente con la testa tra le nuvole e che pensa solo a sé stesso o a chissà che cosa».
A chi si riferisce?
«Non faccio nomi anche se avete capito a chi mi riferisco. Forse qui qualcuno non ha chiaro un aspetto fondamentale. Noi vogliamo lottare per andare in serie A. Anzi. Noi stiamo lottando per la promozione e possiamo centrarla. Chi pensa di andare in A con un'altra maglia per me può andarsene a gennaio. Lo devono sapere anche i tifosi. Guardate: preferisco che vada in campo anche qualcuno meno bravo che ci mette il cuore come vuole la nostra gente».
Già. I tifosi. A Chiavari c'erano tanti livornesi...
«Lo so e li ringrazio. Sono stati eccezionali. Hanno sostenuto la squadra anche quando eravamo in svantaggio. Li abbiamo ritrovati. Il pareggio è ancora più mortificante se penso a loro. Ma spero che si consolino pensando ai tanti livornesi che si stanno sudando la maglia: Ceccherini, Mazzoni, Moscati e Gonnelli. Loro sono il futuro della nostra società».
Classifica corta.
«Sì. Anche se con una vittoria a questo punto saremmo secondi, adesso siamo sulla terza poltrona da soli. Le altre non corrono e noi stiamo pensando alla serie A. Per questo motivo non dobbiamo perdere certe occasioni come quella di sabato. Comunque in trasferta non si butta via nulla».
Ha parlato con Ferrero, presidente della Samp. Accordi di mercato in vista?
«No, no. Solo un bel siparietto. Ferrero è molto simpatico, ma anche il presidente dell'Entella Gozzi è stato molto ospitale con noi. Siamo stati trattati come la Juventus. È stata la nota positiva della giornata».
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