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Altre giornate difficili per Muhammad Alì e per la Kostner

ROMA. Il Natale triste dei campioni. Salute che traballa, una disavventura incombente, il timore di sprofondare. Anche per i miti dello sport la festa più bella può scivolare nel buio, e farsi attesa...

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ROMA. Il Natale triste dei campioni. Salute che traballa, una disavventura incombente, il timore di sprofondare. Anche per i miti dello sport la festa più bella può scivolare nel buio, e farsi attesa di un lampo che squarci il nero della notte, e riaccenda la speranza.

E così oltre a Michael Schumacher, sarà un Natale difficile anche per Muhammad Alì, la leggenda del pugilato, il più grande di sempre, colui che ha dato un'anima ai pugni sul ring, che l’altra notte è finito in ospedale per una polmonite. Una cosa «lieve» ha detto il suo procuratore, ma sufficiente a mettere paura a quel gigante che tutti ricordano e che ora non c'è più, ridotto all'ombra di sè stesso, a soli 72 anni, con il parkinson avanzato e molti acciacchi a fargli da mesta compagnia nella vecchiaia, e a ricordare a lui e a tutti quanto si è fragili di fronte al mistero dell'esistenza.

Giorni tristi, o comunque tutt'altro che lieti, anche per Carolina Kostner, la stella luminosa ma sempre meno sorridente del pattinaggio artistico italiano, che ieri sera si è esibita a Torino, e danzando sul ghiaccio e tra i sospetti, con la sua grazia d'angelo, ha provato a mascherare il tormento che da mesi le punge l'anima, da quando cioè il suo nome è finito “per amore” nella vicenda di doping che riguarda il suo ex fidanzato, il marciatore Alex Schwazer, e dalla quale cerca di uscire.

Natali diversi, accomunati dalla sofferenza e dall' inquietudine, e dalla speranza di farcela a ritrovare la luce.

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