Il Tirreno

Livorno

La mia vita spericolata in sella a una bicicletta

di Mario Orsini
La mia vita spericolata in sella a una bicicletta

Vouilloz, pluricampione mondiale di mountain bike, ha fatto tappa in città «Un’emozione unica venire giù dai boschi su quei sentieri pieni di pietre»

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LIVORNO. Una vita sportiva sull’orlo del precipizio. In sella alla propria mountain bike su discese mozzafiato infiorettate di difficoltà. O al volante di bolidi nelle gare rallistiche su e giù per il pianeta. Nicolas Vouilloz, 38enne nativo di Nizza, ha fatto tappa a Livorno, come testimonial delle biciclette Lapierre. La fabbrica di Digione leader in Francia e non solo nella produzione di gioiellini per competizioni su strada, Mtb, fitness e tempo libero. A invitare la leggenda, o l'extraterrestre, come viene comunemente chiamato, è stato Emilio Camici, titolare del Bike Store Mtb, con sede al Picchianti, in via dei Ramai 1.

Il perché lo spiega lui stesso. «In occasione del secondo anniversario dell’apertura del nostro negozio abbiamo voluto fare un bel regalo ai nostri tanti clienti e appassionati di mountain biking, facendo conoscere loro da vicino e apprezzare per le sue evoluzioni in bicicletta, Nicolas Vouilloz. Un super campione, non lo dico io ma lo dicono i risultati, straordinario. Nel suo voluminoso palmares, ci sono ben dieci titoli mondiali, su undici partecipazioni. In una disciplina affasciante, tecnica e difficile come il downHill. E un’altra infinità di grandi risultati. Oltre a lui abbiamo invitato anche Luca Masserini, altra figura importante del panorama della mtb internazionale, anche per i suoi autorevoli articoli sulle più importanti riviste e siti del settore. Articoli nei quali divulga il verbo del freeride intelligente. E inoltre il dottore in scienze motorie Luigi Carbonaro, coetaneo di Nicolas, maestro di mtb, preparatore atletico ed esperto di metodologie di allenamento. Insomma tre grandi personaggi del settore».

Ma torniamo all’immenso Nicolas. A fare da contraltare, alla sua vita spericolata, un’esistenza da comune mortale tra le mura domestiche: «Sono felicemente sposato con Sandrine e abbiamo due figli: Lucas e Matt. Abbiamo una vita tranquilla. E loro sono i miei primi tifosi. Spesso quando gareggio vengono a fare il tifo per me». Poi aggiunge: «Il 2014 l’ho saltato a piè pari perché nel 2013 mi sono rotto entrambi i legamenti delle ginocchia. Il prossimo anno spero di tornare a gareggiare ad alti livelli nella categoria Enduro e mettere in bacheca l’undicesimo titolo mondiale. Che bello venire giù dai boschi su quei sentieri pieni di pietre...».

Anche i rally, basta ascoltarlo, non sono usciti dai suoi radar: «Anche in questo sport ho ottenuto un’infinità di soddisfazioni. Tra queste il successo intercontinentale IRC nel Rally Challange. E in futuro spero di ottenerne altri». Poi Nicolas focalizza l’attenzione sulle biciclette da competizione: «Sono autentici prodigi della tecnologia. Pesano circa12 kg e hanno grande stabilità e il controllo elettronico degli ammortizzatori». Il loro costo? «Circa 7000 euro. Una cifra importante ma non stratosferica».

Da Emilio Camici infine un flash sull’iniziativa. «I partecipanti sono stati una cinquantina. Abbiamo scorrazzato su e giù per il bosco nella zona del Romito e del Castellaccio. E concluso con un bel cacciucco».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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