Il Tirreno

Livorno

L’ultimo eurostar lo prende il Milan, il Napoli resta a terra

Vittoria netta e meritata dei rossoneri che si rilanciano Azzurri inesistenti, Benitez non ha più in mano la squadra

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MILANO. Con tutti i suoi limiti, il Milan è una squadra o almeno cerca di esserlo, il Napoli è un’accozzaglia di individualità che solo ogni tanto riescono a fare gruppo. E così l’ultimo eurostar in transito alla stazione di Milano lo prendono di slancio i rossoneri mentre ancora una volta gli azzurri restano fermi a guardare sul binario: adesso entrambe le squadre sono a quota 24 a due soli punti dalla zona Champions (peraltro molto affollata, da ieri ci è rientrata anche la Fiorentina) e visto il livello mediocre del campionato nulla si può escludere anche se in questo momento le due genovesi si fanno sicuramente preferire.

Il Milan di ieri sera, però, a questi livelli sembra in grado di dire la sua: è una squadra che se riesce a limitare gli errori difensivi - come appunto ha fatto ieri anche grazie alla mollezza degli avversari - può essere competitivo: Inzaghi sta cercando di dare una fisionomia precisa ai rossoneri e a tratti ci riesce, soprattutto dalla cintola in su.

Menez continua a giocare bene e a segnare, Bonaventura è un ragazzo di incerta collocazione tattica ma sicuramente di talento e anche in grado di fare la differenza, Honda ha giocato una partita senza squilli ma intelligente creando varchi e distribuendo buoni palloni; a centrocampo Montolivo è in crescita, Poli sbaglia qualcosa di troppo ma corre e tampona senza pause, e De Jong se sta bene è un uomo-chiave dal punto di vista tattico. Insomma, gli elementi positivi non mancano.

Il Napoli invece è in piena regressione. Ieri sera non è stato praticamente mai in partita, con una difesa inguardabile, un centrocampo in perenne affanno e un attacco che produce molto fumo e poco arrosto. Ma soprattutto a colpire negativamente sono l’ostinazione di Benitez a voler giocare con un modulo palesemente sbagliato e inadatto, e lo spirito di squadra che manca completamente, oltre all’assenza totale di un leader. In queste condizioni, è evidente che chiunque giochi non può risolvere i problemi: ieri sera il tecnico spagnolo ha preferito De Guzman ad Hamsik ma cambiando l’ordine dei fattori il deludente prodotto è rimasto quello; con Higuain isolato davanti (primo e unico tiro in porta al minuto 86), Mertens troppo alterno e Callejon svogliato, il Napoli ha fatto il solletico alla difesa rossonera, non riuscendo a creare una sola palla-gol limpida in più di 80 minuti e creandone un paio - regolarmente fallite - solo nel finale a risultato ormai acquisito. Una stagione, quella azzurra, che salvo colpi di scena sul mercato di gennaio (vedi Gabbiadini) rischia davvero di finire in un fiasco clamoroso.

La partita si era già indirizzata dopo poco più di cinque minuti, quando Menez è andato via in bello stile a tre difensori napoletani pietrificati e ha infilato Rafael in uscita con un diagonale preciso sul secondo palo. La reazione del Napoli è stata flebile, il Milan ha continuato a giocare meglio e a correre di più, creando anche un paio di occasioni per il 2-0. Che è comunque arrivato subito dopo la pausa: discesa indisturbata di Armero, cross morbido e colpo di testa altrettanto indisturbato di Bonaventura da tre metri. Due a zero e sipario sulla bella partita rossonera e su una delle più tristi recite del Napoli.

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di Redazione web