Il Tirreno

Livorno

Frenata una Lucchese che non punge

di Luca Tronchetti

Gara attenta e ordinata del Tuttocuoio che esce indenne dalla difficile trasferta al Porta Elisa. Galderisi ancora imbattuto

4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Se non segni, non vinci. E se non disponi di una punta con l’istinto del killer puoi giocare sino a domattina, creare occasioni, provare schemi nuovi, ma risulta tutto inutile. Specie se il tuo avversario si dispone bene in campo, raddoppia sulle punte e sui portatori di palla, chiude tutti i varchi, difende in nove e non butta mai via il pallone cercando di graffiare in contropiede. Alla fine dei 90’ il risultato più logico è lo 0-0. In sintesi quello che è accaduto nel derby Lucchese-Tuttocuoio dove al triplice fischio sono soltanto gli ospiti a fare festa perché conquistano il punto che volevano. La Lucchese del nuovo corso resta in zona playout, non vince in casa dal 2 novembre scorso (2-1 al Grosseto) e deve meditare in attesa del mercato di riparazione che vedrà la partenza di 10 calciatori (oltre a Vittiglio, ko sino a fine stagione) e l’arrivo di 3-4 elementi in grado di dare maggiore qualità davanti in mezzo al campo e sulla corsia sinistra.

Il mercato. Il dg Giovanni Galli però è categorico: «Prima della sfida con il Pro Piacenza non arriverà nessuno. Siamo in 31 e non ci sono più armadietti liberi negli spogliatoi. Quindi prima si sfoltisce la rosa, poi si migliora l’organico». Più chiaro di così. Per gli addetti ai lavori però non così difficile immaginare che tra una ventina di giorni faranno le valigie almeno il portiere Borra, il difensore Vosnakidis, il centrocampista Fenati, il trequartista Santini e la punta Strizzolo.

Note liete, note dolenti. Al di là dei complimenti reciproci i due tecnici hanno evidenziato pregi e difetti delle loro squadre. Per Galderisi alla Lucchese manca cattiveria agonistica: «Il Tuttocuoio è un’ottima squadra che gioca con la tranquillità che deriva dalla classifica. Noi siamo stati più lenti, specie nella prima frazione, nel giropalla e davanti non abbiamo concretizzato quanto costruito. Manca cattiveria agonistica specie in area di rigore. Un passo indietro rispetto alla sfida interna con il Teramo? Lo devo ancora scoprire anche se ai ragazzi non posso rimproverare nulla sul piano della voglia e dell’impegno che mettono durante la settimana». Una tirata d’orecchie invece per Raicevic: «Glielo dico da ex attaccante che qualche gol l’ha fatto e qualche soddisfazione se l’è tolta. Deve venire incontro alla palla per far salire i compagni altrimenti si piazzano in due su di lui e diventa dura». Di positivo c’è - e non è poco - una squadra che da 4 turni non perde, che ha conquistato 6 punti e subito due reti. Di contro Alvini tocca le corde giuste agli addetti ai lavori facendo i complimenti ai suoi, elogiando la Lucchese e mandando un saluto affettuoso alla coppia Pagliuca-Fracassi «che - dice - avrei avuto il piacere di sfidare ancora una volta e che, come me, hanno compiuto lo stesso percorso partendo dai dilettanti». Per il Ferguson di Ponte a Egola il punto conquistato al Porta Elisa vale oro: «Abbiamo saputo soffrire sino alla fine e se andate a vedere il tabellino il nostro portiere non ha fatto interventi decisivi. Vorrei sottolineare che noi schieravamo come sempre 6 under 21 contro solo due (Calcagni e Santeramo) della Lucchese e quindi capite bene che questo pareggio per il nostro percorso diventa ancor più prezioso. Voi cronisti lucchesi che avete una grande cultura calcistica potete capire come, a livello tattico, sia stata una gara di spessore. Noi avevamo preparato la partita in un certo modo, ma Galderisi è stato bravo a intuire le mie mosse e mi ha costretto a cambiare in corsa. Le note dolenti? Le ripartenze. Colombo si è arrabbiato e giustamente perché nel finale in un 3 contro 2 un compagno ha sbagliato l’ultimo passaggio che avrebbe consentito al nostro leader di andare in porta. Ma vincere al Porta Elisa sarebbe stato pretendere un po’ troppo dai nostri mezzi».

Tanti cross, poche emozioni. L’assenza di Mingazzini (problema muscolare al quadricipite della gamba destra) costringe Galderisi a schierare dall’inizio il baby Santeramo . La Lucchese prova a fare la partita cercando con insistenza i cross dal fondo per la testa di Raicevic e mettendola sul piano del pressing e della corsa. Ma con il passare dei minuti i neroverdi si riorganizzano e il 5-3-2 in fase difensiva blocca sul nascere lo sviluppo armonico della manovra dei padroni di casa che ci provano, senza fortuna, anche da fuori finendo per collezionare calci d’angolo. Nella ripresa il copione non cambia, ma le conclusioni di testa di Raicevic finiscono sopra la traversa e tra le braccia di Bacci. E quando non ci pensa il portiere al 33’ st ci pensa Pacini a salvare sulla linea di porta. L’arbitro concede 5’ di recupero, ma il risultato non si schioda e nel finale una ripartenza di Zanchi rischia di far male ai rossoneri.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web