Il Tirreno

Livorno

Fiorentina senza ostacoli questo Cesena è poca cosa

Non c’è partita fra i viola e i romagnoli, ma l’«impaperata» Savic-Neto complica le cose alla squadra di Montella. Che non riesce ancora a trovare il vero Gomez

3 MINUTI DI LETTURA





CESENA. La trentesima vittoria esterna di Vincenzo Montella (su 57 gare tra campionato e coppe , record per la storia del club viola) arriva da Cesena e porta la firma di Borja Valero, Savic, Gonzalo Rodriguez e El Hamdaoui che non segnava in viola dal 9 dicembre 2012 all’Olimpico con la Roma. Una vittoria rotonda che segue il 2-1 di Verona e il 4-0 di Cagliari. 10 gol fatti nelle ultime tre trasferte di fila, tutte vinte, che insieme al pari interno con la Juve rilanciano la Fiorentina verso una classifica più ambiziosa. C’è però una macchia, anzi due in questa partita ben gestita dai viola contro un Cesena cui il cambio di allenatore non è servito a dare la scossa sperata e dal 32’ del secondo tempo ha giocato in dieci per l’espulsione di Volta per doppia ammonizione: l’erroraccio di Neto che sul 2-0 ha rischiato di riaprire il match non riuscendo a controllare coi piedi (che leggerezza) un innocuo retropassaggio di Savic cui è stata affibbiata la paternità dell’autorete anche se la responsabilità è tutta del portiere brasiliano, forse distratto dalla questione contrattuale. E quindi le difficoltà che ancora sta incontrando Mario Gomez sostituito con Ilicic nella ripresa: l’attaccante tedesco al momento di uscire non ha fatto nulla per nascondere il suo disappunto. La sfida ha avuto la svolta poco prima dell’intervallo quando Borja Valero ha sfruttato un colpo di testa di Volta teso a liberare la propria area trovando l’angolo giusto per battere Leali. Il quale all’8’ si era reso protagonista di un super intervento su un’inzuccata in tuffo di Gomez, unico sussulto dentro una gara faticosa per l’ex Bayern, spesso in fuorigioco o anticipato. Rispetto alla partita persa con la Dinamo Minsk c’erano 8 giocatori diversi, Neto, Savic, Basanta, Aquilani, Borja Valero, Alonso, Mati Fernandez e Joaquin. La squalifica di Cuadrado e l’infortunio di Babacar hanno portato il tecnico a preferire Mati Fernandez (anche ieri il migliore) a supporto dell’ex Bayern. Il primo tempo non è stato esaltante, il Cesena ha prodotto un paio di fiammate, la Fiorentina oltre al colpo di testa di Gomez ha cercato il gol con tiri dalla distanza di Aquilani e Borja Valero.

Il raddoppio arrivato a inizio ripresa grazie ancora alla punizione di Mati Fernandez su cui Savic di testa è volato più in alto di tutti. A quel punto erano tutti convinti, i 1300 tifosi viola al seguito e quelli davanti alla tv, che il match fosse chiuso. La clamorosa ‘papera’ commessa da un distratto Neto ha trasmesso coraggio agli avversari e tolto qualche sicurezza alla propria squadra convinta.

Fortuna per Montella che la classe non è acqua e in rosa ci sono giocatori come Pizarro e Mati Fernandez. E forte anche della superiorità numerica la Fiorentina è passata di nuovo tre minuti dopo che Gomez era uscito: ancora una punizione di Mati Fernandez e stavolta è stato Gonzalo Rodriguez a fare centro. Stavolta la partita era chiusa davvero. Ci ha pensato El Hamdaoui, tirato fuori dalla naftalina per l’emergenza in attacco a timbrare il poker: tiro di Mati Fernandez (ancora lui!) e sulla respinta l’attaccante marocchino che non giocava in viola dall’8 maggio 2013 ha segnato. Quel che più premeva a Montella era una reazione dalla squadra dopo la figuraccia di coppa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web