Il Tirreno

Livorno

Ferguson Alvini: che emozione incontrare “Nanu”

di Luca Tronchetti

Il tecnico del Tuttocuoio corre a stringergli la mano (poi un po’ ci litiga): «Un mito della mia generazione»

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Stringere la mano a una «figurina», un idolo della sua gioventù come Nanu Galderisi, e strappare un punto su un terreno insidioso come il Porta Elisa contro una squadra gloriosa come la Lucchese. Massimiliano Alvini, 44 anni, «Il Ferguson di Ponte a Egola» da sette stagioni sulla panchina del Tuttocuoio che ha portato dalla Promozione alla vecchia C1, sta vivendo come in un sogno e non ha alcuna intenzione di svegliarsi. Una formazione costata meno di un milione e con in campo sei under 21 (Bacci, Colombini, Konate, Gargiulo, Deiola, Gioé) a 180’ dalla fine del girone d’andata si trova nella parte sinistra della classifica a tre punti dai playoff e 7 punti sopra la zona salvezza con il quint’ultimo posto occupato proprio dai rossoneri affrontati ieri dallo stratega di Fucecchio pronto a compiere l’ennesimo miracolo. Eppure di lui non si è ancora accorto nessuno. «In questo calcio non conta il merito, vincere i campionati, far giocare bene le squadre e far crescere i calciatori. Servono sponsor e magari un buon passato da calciatore alle spalle. Quest’estate mi ha cercato solo il Real Vicenza e allora resto a casa mia, al Tuttocuoio dove la gente mi apprezza e mi vuole bene».

L’abbraccio con Galderisi. Alvini, maglione nero e massima concentrazione, aspetta con trepidazione l’ingresso in campo di Giuseppe Galderisi e gli corre incontro per stringergli la mano: «È stata una grande emozione. Ci pensate, uno come me che riesce a confrontarsi con un mito della mia generazione come Galderisi. Per me è stato un piacere e un onore. E devo dire che lui a livello tattico è bravissimo. Ho una grande stima in Galderisi tecnico perché sa leggere bene certe situazioni tanto che mi ha costretto a cambiare impostazione a partita in corso».

Botta e risposta. Nel finale però l’adrenalina ha avuto il sopravvento sul mito e Alvini ha avuto un vivace scambio di battute con il «Nanu Nazionale»: «In quei momenti concitati può capitare e sicuramente ho ecceduto. Ma a fine partita sono andato ad abbracciarlo». Una scena che si ripete anche in sala stampa. «Fa piacere - dice Galderisi - quando un bravo allenatore come Alvini che dispone di un’ottima organizzazione di gioco ti viene incontro per stringerti la mano. È segno che qualcosa di buono hai fatto. La partita? Potevamo vincerla, ma in fondo il pari alla fine ci sta tutto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web