Il Tirreno

Livorno

E’ svanito il sogno a stelle e strisce di Bundu

Sconfitto ai punti il pugile toscano sul ring di Las Vegas, anche Bottai perde per ko al terzo round

2 MINUTI DI LETTURA





LAS VEGAS. Doppia delusione per la boxe toscana in terra americana. Sul ring di Las Vegas si sono infatti spenti i sogni di Leonard Bundu e Lenny Bottai di conquistare il titolo iridato Wba della categoria pesi Welter e l'accesso alla finale dei Superwelter Ibf.

E' stata una sfida mondiale amara quella sul ring della capitale del gioco americana per Leonard Bundu che ha perso ai punti il match contro l'americano Keith Thurman per il titolo mondiale a interim Wba dei pesi Welter. Per il 40enne Bundu, originario della Sierra Leone ma da tempo naturalizzato italiano e residente a Firenze, sfuma cosi il sogno americano. L'incontro era cominciato male con il pugile italiano al tappeto dopo pochi istanti, ma poi si era ripreso ed era riuscito ad arrivare fino alla conclusione del match. Ma l'avversario, più giovane di lui di 14 anni, con una fama da picchiatore, si è confermato più forte.

Non è andata bene neppure all’altro protagonista della notte statunitense. Lenny Bottai non ce l'ha fatta: il 37enne pugile livornese è finito ko al terzo round contro l'americano Jermall Charlo, nella semifinale dei Superwelter Ibf. Curiosità: il livornese - come ha postato su Facebook - è salito sul ring con una t-shirt speciale e un messaggio particolare: “No jobs act”. Sul suo profilo social Bottai ha anche rassicurato tutti sulle sue condizioni: «Dalla dressing room rassicuro tutti. Sto benissimo, ho mandato anche a quel paese (in realtà Bottai ha usato un’espressione più colorita) il dottore che mi ha chiesto dove sono. Quindi sono io....». Quanto all'esito del match, poche recriminazioni: «È andata come forse era preventivabile doveva andare. La boxe è dura e qui lo è ancora di più. Lo so io, lo sanno quelli che giudicheranno da una comoda sedia ed una tastiera. Avversario di altra categoria, in tutti i sensi. la mattina al secondo controllo era già 74,4. La sera chissà quanto. Io, la guerra so fare, quella faccio. Il fioretto non mi viene e non sono venuto qui a fare le riprese altrimenti forse sarebbe andata diversamente. È stata in ogni caso una grande esperienza, spero di aver trasmesso qualcosa anche nella mia sconfitta. Vi abbraccio tutti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore