Il Tirreno

Livorno

Arbitro Babbo Natale per il Teramo, Pontedera battuto

di Lorenzo Lazzerini

Il rigore generoso con espulsione di Vettori al 23’ apre la strada alla formazione ospite. Il crollo soltanto nel finale

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PONTEDERA. Ora potete chiamarla “maledizione di Natale”. Perché nell'ultima partita casalinga prima della sosta invernale il Pontedera non riesce proprio a fare risultato. E la tradizione si conferma anche quest'anno, con il 4-2 del Teramo che espugna il Mannucci. Il 18 dicembre 2011 in serie D fu il Pontevecchio a vincere per 2-1 nella tana dei granata. L'anno dopo in Seconda divisione (22 dicembre) fece lo stesso il Gavorrano (3- 1) e in Prima divisione si è ripetuto il Perugia l'8 dicembre 2013 (1-0). Guarda caso proprio l'ultima sconfitta casalinga dei granata, che tra le mura amiche non perdevano da 371 giorni. Un preambolo per introdurre un concetto semplice. Stavolta a guastare le feste del Pontedera ci pensa il Teramo. Con un poker che lo proietta al secondo posto in compagnia del Pisa e lascia la squadra di Indiani nel gruppone centrale della classifica.

Il ko fa male, ma il Pontedera si guadagna comunque gli applausi del pubblico. Perché nonostante l'inferiorità numerica la squadra è sempre riuscita a rimontare lo svantaggio, prima di crollare nel finale. I fischi sono tutti per l'arbitro Piccinini. Lui sì che diventa un vero Babbo Natale per il Teramo. Dopo 23' espelle Vettori per un dubbio tocco di mano (doppia ammonizione) e assegna il rigore agli abruzzesi. Un episodio che compromette la partita dei granata. Secondo mister Indiani e il dg Giovannini è proprio la chiave che apre la porta verso la sconfitta. «Poco prima dell'espulsione di Vettori c'è stato un fallo di mano in area di un giocatore del Teramo – commenta l'allenatore granata – ma l'arbitro ha lasciato correre, e sullo stesso tipo di fallo a parti invertite ha assegnato il rigore e ci ha lasciato in dieci. Sono episodi che ci possono stare, nessuna polemica, ma alla fine è stato decisivo». E dal dischetto Donnarumma porta in vantaggio gli ospiti. Prima rimonta. Indiani allora fa di necessità virtù abbassando gli esterni e schierando il 4-3-2. E al primo pericolo il Pontedera agguanta il pareggio con il colpo di testa di Luperini su assist di Settembrini, che interrompe a 463' l'imbattibilità del portiere teramano Tonti. Ma la gioia dura pochi minuti. Prima dell'intervallo Lapadula (che non segnava dal 28 settembre) riporta avanti gli abruzzesi. Secondo atto. Serve un'altra impresa per ribaltare il 2-1 e il tecnico si gioca il jolly Della Latta, che prima va a fare il difensore nel 3-5-1, poi dopo l'ingresso di Cesaretti si traveste da attaccante in un nuovo 4-2-3. La duttilità in persona insomma. «Sono contento di come la squadra riesca a cambiare pelle durante la partita – dice Indiani – c'è grande disponibilità da parte di tutti e anche stavolta la prestazione è stata positiva». Il Pontedera aumenta il pressing e a metà ripresa guadagna almeno la parità numerica, dopo l'espulsione di Diakitè per doppia ammonizione. Ma alla mezz'ora riesce anche a pareggiare il risultato, proprio grazie alla prodezza di Della Latta, che in rovesciata sigla il 2-2 sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Senza Vettori sono dolori. Il Pontedera dà l'impressione di avere in mano la partita. La gioia per il pareggio però dura poco. Il tempo di battere un corner e il Teramo è di nuovo avanti. La traiettoria disegnata da Di Paolantonio sorprende Ricci in uscita e Lapadula insacca la doppietta di testa. Cesaretti ha la palla del 3-3, ma sbatte contro la traversa. E dopo 5' è il nuovo entrato Petrella a sgusciare tra Galli e Gasbarro e siglare il poker che chiude i giochi. Questione di episodi. Ma è la conferma che quando il Pontedera non ha il suo leader in difesa manca anche un po' di sicurezza. 4 gol in una sola partita i granata non li avevano mai presi (per giunta in casa). Per non mangiare un panettone amaro serve il riscatto contro la Carrarese. Ma anche nel prossimo derby Vettori non ci sarà.

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