Il Tirreno

Livorno

LE REMUNTADE E GLI ATTRIBUTI DEL GRUPPO

di GIORGIO BILLERI

di GIORGIO BILLERI Due indizi, anzi due remuntade, fanno una prova. Eccola qua: il Livorno, con tante assenze, tanti problemi, tanti mugugni dentro e fuori lo spogliatoio, è una squadra con gli...

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di GIORGIO BILLERI

Due indizi, anzi due remuntade, fanno una prova. Eccola qua: il Livorno, con tante assenze, tanti problemi, tanti mugugni dentro e fuori lo spogliatoio, è una squadra con gli attributi quadrati. Perché per evadere da una situazione come quella maturata al Picchi, dove a un quarto d’ora dalla fine il Catania era davanti e controllava, la panchina di Gautieri ancora una volta era sospesa su un filo di nylon teso tra i grattacieli e l’Ardenza non spandeva certo delle rose sul cammino deggli amaranto, ci voleva proprio un gruppo con i "cosi" d’acciaio. E’ finita come col Bologna, rimonta, delirio e classifica che ricomincia a strizzarci l’occhio. Si può discutere ancora una volta delle scelte iniziali di Gautieri, di qualche disattenzione difensiva (figlia anche dell’emergenza)di un centrocampo soffocato dal palleggio e dalla supremazia numerica degli avversari. Ma c’è da dire anche che la panchina amaranto è un pozzo di San Patrizio pieno di talento, profondità e sorprese. Non a caso il sigillo sulla pazza ed esaltante rimonta amaranto ha i volti di Jefferson, Galabinov e Siligardi, proprio gli assi calati dal tecnico sul panno verde della partita, il tridentino di scorta che ha ricacciato la lava nella bocca dell’Etna. In altre parole, nessuno in serie B ha la potenza di fuoco del Livorno e se Cutolo e Vantaggiato non segnano le alternative ci sono, e sono di lusso.

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