Il Tirreno

Livorno

Jeff il bomber part-time: «Che grande gioia...»

di Dario Serpan
Jeff il bomber part-time: «Che grande gioia...»

Bernardini e Jelenic esaltano le doti del gruppo, Mazzoni svela un retroscena del dopo Frosinone

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LIVORNO. È un bomber part time. Nel rapporto gol segnati-minuti giocati il rendimento di Jefferson è eccezionale. Lui sorride: «Sono contentissimo. Il mio gol ha dato la scossa alla squadra. La papera di Frison? Credo che il vento abbia rallentato il pallone e il portiere del Catania non ha calcolato bene i tempi dell'intervento».

Parla a voce bassa. È un ragazzo perbene e umile, il Jeff: «Nelle ultime due partite non avevo giocato, ma ho sempre lavorato bene per farmi trovare pronto da Gautieri. Credo che il nostro allenatore sia felice perché chi è entrato lo ha fatto con l'atteggiamento giusto e ha pure segnato. Significa che davvero può contare su tutti noi. Sono felice anche per Siligardi e Galabinov».

Jelenic è uscito nel momento peggiore, ma proprio il suo tap in aveva sbloccato il risultato: «Non segnavo da sette mesi. Ma quel gol non sarebbe servito a nulla se tutta la squadra non avesse reagito allo svantaggio». Analizza la partita, lo sloveno: «Eravamo partiti bene, ma poi ci siamo abbassati troppo e in alcuni momenti abbiamo sofferto il loro gioco. Abbiamo avuto un merito: non abbiamo mollato e da grande squadra ci siamo ripresi la partita contro un avversario di alto livello».

Mazzoni non indossa la fascia di capitano, ma parla da leader: «Quando l'arbitro ha fischiato il rigore per loro gli ho detto che cosa pensavo. E lui, per la verità non mi è parso molto convinto della decisione che aveva appena preso, ma questa non è la giornata per parlare dell'arbitraggio. Noi non dobbiamo avere alibi di nessun tipo. Semmai sono altri gli aspetti da sottolineare».

Poi Mazzoni svela un retroscena: «Dopo l'1-5 di Frosinone ci siamo guardati negli occhi. Quel giorno sbagliammo atteggiamento. Da allora siamo andati in crescendo e abbiamo dimostrato di avere carattere. Il messaggio è stato recepito». Un attimo di silenzio poi riparte: «Abbiamo vinto con tre gol segnati da giocatori provenienti dalla panchina. Significa che siamo sulla buona strada e che stiamo camminando nella stessa direzione».

Transita Bernardini, uno che non si tira mai indietro: «Siamo stati bravi. Una volta tanto è giusto dirlo. La partita era molto complicata, ma noi non ci siamo disuniti. Anzi. Eravamo partiti bene e nel primo tempo oltre al gol avevamo costruito tre situazioni importanti. Nonostante questo siamo andati al riposo in parità. E nel secondo tempo siamo andati in sofferenza». Berna parla tutto d'un fiato: «Abbiamo dimostrato di avere un grande carattere. Nei minuti in cui abbiamo prodotto il massimo sforzo abbiamo anche accettato l'uno contro uno dietro, ma non abbiamo concesso nulla al Catania».

Sul piano tattico c'è stato da lavorare molto perché i movimenti di Cani, Rosina e Calaiò, non davano punti di riferimento. Bernardini spiega: «Loro erano pericolosi soprattutto quando cambiavano versante e mettevano in movimento Martinho. Tutto sommato penso che ce la siamo cavata».(f.p.)

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