Il Tirreno

Livorno

In arrivo un socio di minoranza

di Alessandro Bernini e Fabrizio Pucci
In arrivo un socio di minoranza

Spinelli: è un imprenditore che non è mai stato nel calcio. Dovrebbe rilevare il 10-20 per cento

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LIVORNO. Le attese per una svolta raddoppiano. Dopo quella sul campo, arrivata nel finale per il risultato e ora attesa sotto il profilo della continuità, ecco che spunta anche quella societaria. Aldo Spinelli è infatti in trattativa con un imprenditore per la cessione di una quota di minoranza, trattativa che sta portando avanti il figlio Roberto.

Sono già alcune settimane che vanno avanti i contatti. «Si tratta di un personaggio che non è mai stato nel mondo del calcio - ha confidato Aldo Spinelli - comunque sta seguendo tutto in prima persona mio figlio. Il suo ingresso sarebbe come socio di minoranza, poi strada facendo vedremo cosa può succedere. Nessun nome fino a quando le cose non saranno ufficiali, comunque posso garantire che si tratta di una persona molto affidabile. I tempi? Spero già a inizio anno, sarebbe una buona notizia per il Livorno perché è sempre importante avere dei partner».

In tempi di mecenati che arrivano dagli angoli più strani del mondo, Aldo Spinelli ci tiene comunque a mantenere il marchio doc sul Livorno Calcio. «Niente stranieri, non voglio personaggi strani che non conosco. Il Livorno è un gioiello di società, abbiamo bilanci perfetti e tutti ci invidiano la nostra struttura. Non ci saranno rivoluzioni. Un innesto come socio però può dare una mano nella gestione e magari per far crescere le nostre ambizioni».

Ribadiamo comunque che qui non c’è nessuna cessione dietro l’angolo. Aldo Spinelli è e resterà il proprietario del Livorno Calcio, qui stiamo parlando di un socio che potrebbe rilevare una quota, diciamo tra il 10 e il 20%. Ma comunque un socio di minoranza.

Fin qui la società. Poi c’è la partita, con Spinelli che a fine gara era davvero il ritratto della felicità: «Abbiamo fatto venti minuti di fuoco - dice mentre ride di gusto - perché quel 4-2-4 è micidiale. Dovremmo giocarci dal primo minuto in modo da segnare subito tre o quattro gol, così poi ci rilassiamo. E poco importa se ne prendiamo qualcuno...».

Lo dice tra il serio e l’ironico, col sorriso sulle labbra. Di certo il pres, al netto della sofferenza, si è divertito: «Ve l’ho sempre detto: Gautieri è come Padre Pio. Ha indovinato tutto. Avete visto? Tre cambi e tre reti! È stato bravo a mettere dentro quei giocatori che potevano dare una svolta. Questa partita mi ha ricordato quella con il Bologna solo che abbiamo segnato un gol in più».

Come sempre il presidente parla dei singoli: «Mi è piaciuto moltissimo Gonnelli. È un signor difensore centrale, giovane, che viene dal nostro vivaio, e rappresenta un bel patrimonio per la società. E poi abbiamo ritrovato il vero Galabinov: stavolta è entrato bene in partita, con la voglia di lottare, e col suo fisico ha messo in ginocchio quelli del Catania. Avete visto che gran gol ha segnato?».

Un attimo di pausa, poi Spinelli riparte. «Questa è stata la vittoria del gruppo. Siamo terzi in classifica e possiamo crescere ancora, bisogna essere fiduciosi e ottimisti. Io credo che la squadra abbia davvero tutto per finire almeno tra le prime quattro, questo deve essere il nostro obiettivo. I playoff ci hanno sempre portato bene, poi se riusciamo ad evitarli anche meglio... Gautieri? Non è di quegli allenatori che parlano tanto, a me piace. La gente deve imparare ad apprezzarlo per come lavora e vedrete che i risultati saranno dalla sua parte. Resterà di sicuro con noi fino alla fine».

Prima di salire in auto, direzione Genova, Spinelli (uno che alla cabala non volta mai le spalle), si regala un’altra risata. «Ripensandoci bene... Avete portato bene anche voi giornalisti. Quasi quasi pranziamo insieme tutte le settimane. Ci vediamo sabato a Chiavari contro l'Entella».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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