Gioco
Protti vota Gautieri: «Fidatevi di me...»
“Re Igor” è sicuro: «In un mondo di chiacchieroni, lui fa i fatti e può portare lontano il Livorno. Bravo Spinelli che lo difende»
LIVORNO. Carmine Gautieri raccontato da Igor Protti. L'attuale tecnico amaranto è stato compagno di squadra del Signore delle reti. Tre anni intensi, a Bari, dal '93 al '96. Igor e il Gaucho hanno condiviso la gioia della promozione in serie A e l'amarezza del ritorno in B. Nel mezzo tante battaglie in campo e un solido rapporto d'amicizia nello spogliatoio. Protti ci illustra un Gautieri a noi sconosciuto.
Igor, tre anni sono un bel segmento della carriera. Possiamo dire che conosci molto bene il Gaucho...
«Certo! Furono begli anni, quelli di Bari. Vissuti con grande intensità e partecipazione emotiva».
Com'era Gautieri quando giocava?
«Un ragazzo estroverso. Addirittura istrionico. Un compagno di squadra eccezionale e, fuori dal campo molto divertente. Con le sue 'gag' strappava sempre un sorriso a tutti e riusciva a sdrammatizzare anche i momenti più difficili».
È l'esatto contrario del Gautieri introverso e taciturno che conosciamo noi. Può esserre cambiato così tanto?
«State attenti a non sbagliare. Non è cambiato Carmine. Sono certo che il Gaucho, dentro, è rimasto lo stesso ragazzo di prima. Aperto e gioviale. Semmai è cambiato il suo ruolo. Il mestiere di allenatore è di grande responsabilità. Lui deve dare l'esempio. Lavorare con la massima concentrazione, ricavare il meglio da ogni suo singolo giocare e ottenere i risultati. Vi pare poco?»
Però la scintilla della passione dei tifosi per lui stenta a scoccare...
«Lo so. Leggo il giornale. E vivo gli umori della piazza».
E allora come riscaldare questo rapporto tiepidino?
«Carmine deve essere se stesso e non fingere di essere un altro tipo di persona per accattivarsi le simpatie della gente. Lui è una persona seria, onesta e corretta. Non deve snaturarsi e sono certo che non lo farà perché è un uomo perbene».
I tifosi che cosa possono fare ?
«So bene che alla nostra gente piace un prototipo diverso di persona, ma Carmine va apprezzato per la sua serietà. In una parola per ciò che fa, per come lo fa e per ciò che è. E se permetti aggiungo anche altro».
Prego...
«In Italia purtroppo c'è un malcostume: nel calcio va avanti solo chi chiacchiera, spesso anche a vanvera. Per questo motivo io mi tengo stretto uno come Gautieri i fatti alle parole. Dobbiamo essere orgogliosi di avere in panchina un uomo che pensa solo a lavorare e che parla poco».
Da calciatore lavorava duro in allenamento?
«Sì. È sempre stato esemplare. Non si tirava mai indietro. Nella mia carriera ho avuto compagni di squadra di ogni tipo. Anche quelli che non amavano faticare durante la settimana. Carmine non apparteneva a quella categoria».
Veniamo all'attualità. Quando si parla di Gautieri è impossibile non fare riferimento al modulo...
«Lo so. Ma Carmine ha sempre giocato con il 4-3-3 e anche se lui ha la possibilità e la capacità di variare il disegno tattico, è chiaro che il suo credo è quello. In una parola nessuno deve meravigliarsi che il Livorno imbraccia il tridente. Semmai l'aspetto fondamentale è un altro».
Quale?
«L'elemento nuovo è l'atteggiamento del presidente Spinelli. L'ho ascoltato in tv alla fine della partita di Modena e devo dire che mi è piaciuto molto. Ha detto cose intelligenti e sensate e ha dimostrato di esserci e che è pronto a sostenere la squadra e il suo allenatore. Le sue non erano parole studiate, ma sincere. Quando un presidente si esprime così, c'è la possibilità di andare lontano».
Appunto. Dove? Che campionato può fare questa squadra?
«Questa squadra ha valori tecnici importanti. Non significa che possiamo o dobbiamo vincere tutte le partite specie in una serie B come questa. A Modena da questo punto di vista il Livorno ha fatto vedere di aver grinta e determinazione. Durante una stagione capitano partite come quella dell'altro giorno, ma gli amaranto, in dieci contro undici per un'ora, hanno lottato su ogni pallone. È quello lo spirito che, oltre alla cifra tecnica, può portare lontano questo gruppo".
E domenica c'è Livorno-Catania. Per te, osservatore del Catania, una partita particolare...
«Non ci sarò. Il prossimo fine settimana sono all'estero per lavoro. Ma mi terrò informato. E' una partita molto importante per entrambe le squadre».
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