Gioco
Melara, cuore amaranto al Braglia «Fare di più era impossibile»
LIVORNO. 121 presenze e sette gol con la maglia amaranto non sono uno scherzo. Così Matteo Melara, una rete nel derby visto 3-1 a Pisa il 17 febbraio 2002 e quella della sicurezza al 'Garilli' di...
LIVORNO. 121 presenze e sette gol con la maglia amaranto non sono uno scherzo. Così Matteo Melara, una rete nel derby visto 3-1 a Pisa il 17 febbraio 2002 e quella della sicurezza al 'Garilli' di Piacenza il 29 maggio 2004 il giorno del ritorno in A, lunedì scorso ha sentito il richiamo della foresta. Alle due e mezzo si è seduto sulle poltroncine del Braglia una dichiarazione d'amore. Oggi Matteo gioca in Promozione nel Crevalcore e allena le giovanili della società bolognese, ma l'amaranto ce l'ha sulla pelle: «Lunedì è stata una bella giornata. Ho approfittato del giorno libero e sono andato a vedere il Livorno. Ho esaudito un desiderio che cullavo da tempo. Ho visto tanti amici a cominciare dall'addetto stampa Paolo Nacarlo».
Che Livorno hai visto?
«La partita vera è durata solo mezz'ora. L'espulsione di Emerson ha cambiato le carte in tavola. A quel punto non era possibile pretendere di più. La squadra ha fatto tutto quello che doveva fare. E comunque non dobbiamo dimenticare che davanti c'era una buonissima squadra come il Modena».
È pur vero che in parità numerica stavamo soffrendo...
«Sì, ma la partita era abbastanza bloccata. Certo quel gol annullato a Nizzetto aveva contribuito a congelare la situazione. Dopo ha fatto bene il Livorno a chiudersi».
Avesti tolto Siligardi?
«Luca è il giocatore più forte del Livorno. Per qualità e tasso di pericolosità può permettere alla squadra di addentare la partita in qualsiasi momento. Tuttavia in quella situazione ha fatto bene Gautieri. La squadra si è compattata e ha lottato come piace ai livornesi».
Che campionato può fare il Livorno?
«Per me può anche vincerlo senza passare dai playoff. E comunque, nella peggiore delle ipotesi, può giocarsi la promozione negli spareggi. L'organico è ottimo e l'attacco è di prim'ordine mentre il livello medio delle altre mi pare più scarso degli anni scorsi. E' chiaro che qualcuno a gennaio si rinforzerà, ma non credo che i valori saranno stravolti».
C'è un segreto per arrivare in fondo?
«Serve continuità. Prendi il Livorno. Ora è reduce da due 0-0. Questo è un dei momenti in cui si deve stringere i denti. Fare punti (anche uno per volta) adesso può essere determinante. Poi la squadra deve essere capace di capitalizzare il massimo nei periodi in cui tutto viene da sé e accade di vincere tre o quattro partite di fila per due o tre a zero».
Tu e il Livorno...
«Conto di venire per le celebrazioni del Centenario perché nel mio piccolo penso di aver dato un minimo contributo alla causa negli anni della rinascita. Aspetto la telefonata...».
Fabrizio Pucci
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