Il Tirreno

Livorno

Fort Livorno resiste in dieci

Di Alessandro Bernini
Fort Livorno resiste in dieci

Rosso a Emerson, gli amaranto reggono l’urto del Modena. Alla fine fuori anche Ceccherini

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INVIATO A MODENA. Le bandiere amaranto al cielo, gli applausi dei 500 tifosi arrivati da Livorno, i giocatori che lanciano le maglie. Non vincevamo a Modena da 42 anni e come minimo arriveremo a 73, ma stavolta questo pareggio vale tanto, tantissimo. Sia nella forma perché conquistato giocando per un'ora in 10 contro 11 e nell'ultimo minuto addirittura in 9 contro 11, sia nella sostanza perché comunque facciamo un passetto avanti in classifica e perché una sconfitta avrebbe aperto una nuova settimana di polemiche.

Questa partita ci consegna un Livorno più battagliero e che in inferiorità numerica ha ritrovato la compattezza di cui c'è bisogno.

Difficile invece parlare di passi avanti nel gioco, un po' perché la partita è difficilmente valutabile sotto questo aspetto e un po' perché nella prima mezzora (quando eravamo 11 contro 11) il Livorno ha fatto poco e sofferto tanto. Insomma, non è un'eresia dire che abbiamo giocato meglio in 10.

Gautieri e il modulo. A Livorno lo sport più popolare è ormai da qualche settimana parlare del modulo di Gautieri. Ieri, tanto per dar ragione e tutti e nessuno, ha deciso di schierare il suo Livorno con un ibrido: l'inserimento di Jelenic come titolare al posto di Cutolo ha dato vita a un 4-3-3 in fase offensiva che diventava 4-4-2 in fase difensiva proprio in base ai movimenti di Jelenic. I risultati della mossa? Si può valutare solo la prima mezzora, fino a quando cioè siamo rimasti in 11. E non è stato un granché. Nel senso che il Livorno sembrava né carne né pesce, poco propositivo a sinistra dove agiva Jelenic, e poco solido in mezzo al campo dove il 4-4-2 puro di Novellino dava più compattezza.

Forse non è un caso che il Livorno abbia chiuso il primo tempo in crescendo. Perché con l'uscita di Siligardi e l'arretramento di Jelenic a fare la mezzala a tempo pieno, la linea a 4 di centrocampo si è assestata. Anche Biagianti, per mezzora in confusione, ha trovato la posizione. E da lì è iniziata la lenta e lunga costruzione del sofferto pareggio.

I polpacci del Modena. C'è però un particolare sul quale è bene soffermarsi prima di fare valutazioni tattiche. La grinta e la cattiveria del Livorno rimasto in 10, vi è sembrata la stessa del Livorno in 11 ?. A noi no, per niente. Abbiamo dovuto prendere un pugno in piena faccia per compattarci, per trovare intensità, per iniziare a mordere i polpacci del Modena. Non è la prima volta. Ci vengono in mente la rimonta con il Bologna e con la Pro Vercelli, a fronte invece di partite vuote come quando ad Avellino andammo in vantaggio. Ecco, su questo Gautieri deve lavorare (e sta lavorando) se vogliamo fare un salto di qualità.

Le due occasioni. Che poi, se andiamo a vedere l'andamento della partita, si scopre che due grandi occasioni le ha avute proprio il Livorno. La prima clamorosa, al 42' del primo tempo quando Vantaggiato in contropiede ha saltato anche il portiere ma quando è andato ad appoggiare in rete da posizione defilata ha trovato il salvataggio miracolo di Cionek, che in tutta la carriera non aveva mai fatto un intervento del genere. La seconda in un contropiede 3 contro 2 a metà ripresa, con Maicon che ha scelto l'opzione sbagliata scaricando male su Jelenic.

Certo, di contorno c'è stata la lunghissima pressione del Modena nel secondo tempo, anche se con scarsa fluidità di gioco. Tanti palloni gettati in area, mischie, giocatori che si buttavano in terra come colpiti da fulmini. Ci ha provato in ogni modo il Modena ma la resistenza del Livorno è stata fiera.

I danni dell’arbitro. Tanto per cambiare, altra direzione penosa. Bisogna essere onesti e dire che il gol su punizione del Modena è stato annullato per un cavillo del regolamento (uomini dietro la barriera) mai applicato, così come l’espulsione di Emerson è stata punizione eccessiva.

Alla fine si lamentano di più quelli del Modena, perché non hanno vinto. Dovevano buttarla dentro. Resta il fatto che questi arbitri di serie B non sembrano proprio all’altezza della situazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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