Sicurezza
La prima volta di Ceccarini amaranto
Oggi la presentazione alla squadra. Alle spalle tanta esperienza in A e in Uefa
LIVORNO. Sotto la giacchetta nera pulsa un cuore amaranto. Piero Ceccarini, il nuovo team manager del Livorno, dopo una vita trascorsa tra fischietto e cartellini gialli e rossi, è tornato “a casa”. Sessantuno anni portati benissimo, il 'Cecca' è un livornese atipico. Sì, perché lui parla poco e soprattutto a voce bassa. È introverso e concreto, come si conviene a un uomo abituato ad applicare la legge. O meglio, nel suo caso, il regolamento.
La carriera. Sgombriamo subito il campo da equivoci. Ceccarini è stato un grande arbitro. Dopo la gavetta nelle serie inferiori, nel 1989 debutta nella Can di serie A e B. Tre anni e diventa internazionale. E su scala continentale non mancano le soddisfazioni.
Nel 1995 (anno in cui vince il premio Mauro come miglior arbitro della serie A) a Parco dei Principi di Parigi dirige la finale di Coppa delle Coppe tra Real Saragozza e Arsenal, match deciso a un sospiro dalla fine del secondo tempo supplementare da un gol di Nayim da metà campo con annessa papera del portiere inglese Seaman.
Agli Europei del '96 arbitra Spagna-Bulgaria e un anno dopo è sua la partita di ritorno di SuperCoppa Europea tra Borussia Dortmund e Barcellone. Per il Livorno Calcio sono anni sofferti, vissuti lontani dal grande calcio.
Dal 1989 al 1999 (quando Ceccarini appende il fischietto al chiodo) fallisce due volte, conosce i campi dell'Eccellenza, perde due playoff di C2 e quello di Perugia con la Cremonese. Il nome della nostra città finisce comunque nei tabellini delle partite di cartelli grazie a lui. A quell'"Arbitro: Ceccarini di Livorno" che ci sdogana in serie A e in Europa.
Juventus-Inter. Ceccarini, suo malgrado, è passato alla storia per non aver concesso un rigore all'Inter per contatto tra Juliano e Ronaldo nella partita decisiva per l'assegnazione dello scudetto del '98. Per lui furono giorni difficili, di grande amarezz e sofferenza. Da quelle settimane (aprile '98) sono passati sedici anni e mezzo, ma ancora oggi lui non ne parla volentieri. Il suo carattere educato e riservato lo protesse da un vero e proprio linciaggio mediatico.
La presentazione. Oggi primo giorno al fianco della squadra. Sarà presentato al gruppo e al tecnico Gautieri. Inizia la nuova avventura. In bocca al lupo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
