Il Tirreno

Livorno

I 3 motivi per cui Spinelli si tiene stretto Gautieri

di Alessandro Bernini
I 3 motivi per cui Spinelli si tiene stretto Gautieri

Classifica, spogliatoio, sostituto: i retroscena della scelta del presidente Adesso però tecnico e patron sono usciti allo scoperto e vogliono la serie A

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LIVORNO. Avanti con un pareggino, con qualche dubbio e con Gautieri. Al di là di come la si pensi su Gautieri (ogni opinione ci sembra rispettabile), molti si fanno una domanda: «Come mai Spinelli quest’anno è così integralista a favore dell’allenatore?».

Non fate retropensieri assurdi ed evitate di credere a ricostruzioni fantasiose. In realtà i motivi per cui Aldo Spinelli per ora va dritto per la sua strada, sono tre.

1) La classifica. Parlando al telefono con un dirigente di un’altra società, sabato sera Spinelli ribatteva. «Ma perché lo devo mandare via che siamo terzi in classifica?».

Anche se oggi non siamo più terzi dopo la vittoria del Bologna sul Bari, ma quarti in ampia compagnia.

2) Spogliatoio anti-Spinelli. Questo è un capitolo molto delicato. Se c’è una cosa che fa imbufalire Spinelli, è quando si creano alleanze contro di lui all’interno dello spogliatoio. È una storia che parte da lontano. Diversi allenatori in passato hanno cercato stimoli all’interno della squadra guidando una guerra silenziosa contro il presidente. Un qualcosa del tipo “vinciamo, così glielo facciamo vedere noi...”. L’episodio più eclatante fu quello di Arrigoni in Coppa Uefa (quando Spinelli disse che era meglio uscire), ma anche in tempi molto più recenti ci sono state spaccature di questo tipo.

Gautieri non ha mai fatto sermoni di questo tipo, non ha mai parlato del presidente alla squadra, tantomeno in termini negativi. E questo a Spinelli piace. Il feeling tra i due c’è. Forte.

3) Chi al suo posto. Questo è invece il capitolo meno nobile, ma fa comunque parte della valutazione generale di ogni società. In sostanza il presidente non vede in giro un allenatore che gli possa dare la certezza che, con la nuova guida, la squadra migliorerà.

L’unico col quale si sarebbe sentito al sicuro era Edy Reja ma l’ex Lazio ha fatto capire in modo chiaro che lui in serie B non ci viene. I nomi che gli hanno fatto ronzare nelle orecchie sono quelli di Panucci, Di Carlo, Ballardini, Aglietti e De Canio.

Non c’entra l’aspetto economico perché con 60-70mila euro puoi prendere un allenatore per i prossimi 6 mesi. Spinelli crede molto in Gautieri ed è convinto che la crescita della squadra ci sarà. Al contrario, pensa che prendere un altro allenatore sia un tuffo nel vuoto.

Cosa può succedere. Insomma, a meno di clamorosi rovesci (ma questo vale per ogni allenatore), si andrà avanti a lungo con Carmine Gautieri.

Partendo da questo presupposto, è importante che i tifosi cerchino di ritrovare l’unità: azzuffarsi per criticare o difendere un allenatore ha poco senso, se ne discute (ci mancherebbe...) ma poi davanti a tutto deve andare il bene del Livorno e la speranza di vincere. Sabato i fischi sono arrivati soprattutto dalla tribuna (dove alcuni tifosi hanno anche invitato dirattamente Spinelli a cambiare allenatore), mentre la Curva Nord ha deciso comunque di applaudire i giocatori a fine partita. È una strana situazione.

Un altro messaggio lo mandiamo al tecnico: faccia tesoro di questa grande fiducia che Spinelli raramente ha concesso ai suoi allenatori. Cerchi di rendere un più razionale questo Livorno, che dà spesso la sensazione di viaggiare con una marcia in meno di quelle che possiede. Ci fa piacere che a fine partita Gautieri abbia dichiarato che vuole la promozione. Perché adesso è su quell’obiettivo che tutti saranno guidicati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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