Gioco
«Ragazzi bravissimi, ma c’erano corridori più forti dei nostri»
ROMA. Bilancio sintetico di Davide Cassani appena sceso dall’ammiraglia. Esordire con una medaglia da commissario tecnico alla guida della Nazionale era una «mission impossible» non riuscita neanche...
ROMA. Bilancio sintetico di Davide Cassani appena sceso dall’ammiraglia. Esordire con una medaglia da commissario tecnico alla guida della Nazionale era una «mission impossible» non riuscita neanche al grande Alfredo Martini (oltre che a tutti i tecnici dopo di lui).
Non è riuscita neanche alla prima Nazionale di Davide Cassani, che ha corso con il ricordo di Martini sul cuore e ha cercato di onorare la maglia azzurra con una corsa di attacco, soprattutto nella seconda parte della gara, come era nei programmi e nelle aspettative.
«Abbiamo fatto tutto quello che avevamo programmato - ha detto il ct Cassani - e sapevamo che non sarebbe stato facile. Avevamo studiato le previsioni del tempo e proprio in coincidenza con il temporale avevamo programmato l’attacco di Visconti e Caruso. Lo scopo era quello di allungare il gruppo, per lanciare poi qualche uomo in fuga. Abbiamo noi acceso la corsa, abbiamo alimentato varie fughe, siamo sempre stati presenti, De Marchi è stato raggiunto a 6 chilometri dall’arrivo. Devo ringraziare tutti i ragazzi perché hanno corso come una grande squadra».
Poi l’analisi sul finale. «Sapevamo che nel finale c'erano corridori più forti di noi. Quando vidi il percorso pensai a Diego Ulissi, ma non lo avevamo. Con lui nella nostra squadra, le cose oggi sarebbero andate diversamente. Un bell'otto la squadra se l'è meritato - ha concluso -. Non mi aspettavamo la vittoria di Kwiatkowski, pensavo piuttosto alla Spagna. Non ho ben compreso la sua condotta di gara».
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