Gioco
Pisa sorpassato, il presidente non ci sta
La sconfitta con la Pro Piacenza porta il Teramo in vetta, Battini: «Sono molto deluso, dobbiamo cambiare registro»
PISA. «Il Pisa è una corazzata, e se gioca con la stessa fame che abbiamo noi le vincerà tutte. Ma se la voglia, l’umiltà e la fame calano, farà molta fatica». Parole e musica di Riccardo Francani, ds del Pro Piacenza che sabato ha messo ko i nerazzurri.
Un Pisa troppo brutto per essere vero, quello visto a Piacenza. La notizia non è aver perso la testa della classifica a beneficio del Teramo (se non si vince per due turni non si può pretendere di stare al comando della graduatoria), ma aver disputato un match in totale assenza di idee, con scarsa grinta e con molti errori in fase di impostazione.
Testa e cuore. La spiegazione della figuraccia è sia tecnico-tattica che caratteriale. E il tecnico Piero Braglia non ne fa mistero: «Spero che questa sconfitta ci faccia riflettere. Siamo stati prevedibili, c’è stato poco movimento in attacco, niente spinta offensiva, non siamo stati intelligenti e maturi e sono andate proprio poche cose».
La chiosa è chiarissima, in puro stile Braglia: «In Lega Pro non basta saper giocare al calcio: non si gioca in punta di piedi». E al tecnico fa eco il capitano Stefano Morrone: «Ora dobbiamo cancellare tutto, capendo che se non mettiamo sempre il 101% di grinta e cattiveria rischiamo troppo e non va bene, le squadre contro di noi danno più del massimo».
Cosa è mancato. L’approccio alla gara, a Piacenza, è stato positivo in avvio, visto che gli avversari sono stati stretti nella loro trequarti con buona continuità. Ma la partita del Pisa è durata solo fino al gol avversario sul finire del primo tempo, perché la reazione nella ripresa è stata assolutamente sterile. Il 3-5-2 adottato nelle ultime gare è diventato prevedibile perché, mancando il laterale sinistro Costa (infortunato al piede e appena operato, ne avrà per tre mesi), tutti gli attacchi sono stati sviluppati sulla fascia destra dove gli avversari hanno avuto buon gioco nei raddoppi su Pellegrini. Infine sul piano fisico la squadra è apparsa ancora un po’ imballata, anche per ovvii motivi legati alla struttura di molti dei suoi giocatori, più “invernali” che veloci. A questo punto non è neanche da escludere che Braglia decida di rinunciare a un po’ di brillantezza nel gioco a beneficio di una maggiore copertura, per sfruttare le caratteristiche dei suoi uomini più esperti: basti pensare che nella difesa a tre il sacrificato sinora è stato un mostro sacro come Lisuzzo. Contro il Pontedera in ogni caso qualcosa dovrà cambiare per forza, vista la squalifica in arrivo per il regista Iori (somma di ammonizioni).
Battini dà la sveglia. Quel che è certo è che il Pisa ora deve rialzare la testa e trovare, o ritrovare, la giusta umiltà, visto che i prossimi due avversari sono il Pontedera (domenica ore 16 all’Arena) e l’Ascoli (venerdì 10 alle 20.45 in trasferta). Le parole del presidente Battini il giorno dopo la sfida contro la Pro Piacenza suonano come più di un avvertimento: «Siamo partiti per disputare un campionato con l'obiettivo di vincerlo, sabato non c'eravamo. Se vogliamo essere protagonisti bisogna sapersi calare nella realtà di questo campionato».
Battini non le manda a dire: «Sono molto deluso, adesso dovranno essere i tecnici a capire quali sono i problemi della squadra, perché se si vuol vincere un campionato non si può perdere per strada cinque punti in due partite. Contro il Pontedera nel derby di domenica voglio vedere sicuramente un’altra squadra dal primo all'ultimo minuto».
Anche il Dg Pino Vitale è molto deluso ma vuole guardare già in prospettiva: «Poca coralità? No, è un gruppo unito più di quanto si pensi. La partita con la Pro Piacenza è stata preparata bene, siamo scesi in campo per vincere, poi però qualcosa non è andato. Quando non si imbrocca la partita tutto viene ingigantito. Prendere uno schiaffo così può anche rivelarsi utile. L’unica soluzione per uscire da questo momento è tornare al successo contro il Pontedera».
Un derby per amico? Domenica all’Arena la sfida sarà difficile: paradossalmente, per il Pisa sarebbe stato meglio se il Pontedera ieri avesse vinto raggiungendolo al secondo posto, perché in quel caso anche i granata avrebbero avuto addosso una pressione maggiore. Quel che è certo è che il primo derby stagionale della provincia regalerà emozioni.
Antonio Scuglia
Antonio Tognoli
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