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Jorge Lorenzo danza sotto la pioggia Gli altri si stendono

Jorge Lorenzo danza sotto la pioggia Gli altri si stendono

Cadono Marquez, Pedrosa, Rossi, Iannone e Dovizioso Sul podio a sorpresa anche Aleix Espargarò e Crutchlow

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Sono bastate due gare per rovinare i piani di Marc Marquez. Da Misano ad Aragòn, lo spagnolo ha messo in discussione quanto di buono fatto nella stagione. Le 11 gare vinte e le altrettante pole position sembravano poter assicurare a Marquez un arrivo decisamente comodo e anticipato verso il suo secondo titolo iridato. Le cose non stanno andando esattamente come pianificato e ad errori si stanno aggiungendo altri errori.

Solo due settimane fa la scivolata al "Marco Simoncelli" di Misano alle spalle di Rossi, oggi la caduta del Motorland, sul bagnato. Quest'ultimo errore poteva essere evitato, se solo lo spagnolo non si fosse lasciato prendere dalla sfida con il suo compagno di squadra e dalla voglia di stravincere. Marquez è stato tradito (come Pedrosa) dall’asfalto scivoloso per la pioggia. Una caduta a poche curve dall'entrata dei box, quanto basta per permettere a Lorenzo di approfittare della situazione. Il pilota della Yamaha, da lì in poi, ha gestito la testa della corsa mentre Marquez rialzava la moto e correva verso il box per salire sulla Honda con le gomme rain.

Lorenzo stratega. Mentre Lorenzo e la Yamaha guadagnavano il primo Gp vinto ad Aragon (e la prima vittoria stagionale per il maiorchino), Marquez terminava tredicesimo alle spalle anche di Danilo Petrucci con la ART e di Alex De Angelis con la Forward Yamaha.«È stata una gara decisamente atipica - ha detto Lorenzo - perché abbiamo vinto su una pista dove non abbiamo mai vinto dopo aver avuto un sacco di problemi per tutto il weekend. Il problema più grande che ho avuto è stato quando ha iniziato a piovigginare. In quel momento non ho avuto più molto feeling di guida, ma sono stato molto attento mentre gli altri davanti sembrava potessero approfittarne. Lì ho pensato che stavo per lottare per la terza o quarta posizione. Quando ho visto Marc e Dani rimanere in pista senza andare ai box nell'ultima curva, ho detto ok, voglio prendere un rischio e tornare dentro. Ho cambiato la moto, e le gomme nuove sono state molto difficili da scaldare, quando sono uscito non avevo tanto grip. Credevo di rientrare quarto, ma poi il giro successivo ero primo».

Mea culpa Marquez. Il campioncino non si dispera. L'obiettivo di vincere il mondiale in anticipo c'è sempre (potrebbe accadere a Motegi in Giappone, basta che il pilota della Honda faccia meglio di Pedrosa di un punto), a patto di non cercare di strafare come in queste ultime corse.«Penso che abbiamo fatto un buon lavoro per tutto il weekend - ha detto Marquez - solo la caduta è stata un peccato. Ho provato a tenere duro perché c'erano solo pochi giri dalla fine, ma oggi (ieri, ndr) ho imparato che in queste situazioni è meglio usare una strategia diversa». In una gara caratterizzata da tante cadute, brilla Danilo Petrucci tra gli italiani (a terra sono finiti Iannone, Rossi e Dovizioso). Il ternano in sella all’ancora acerba ART-Aprilia MotoGp, ha guidato bene finendo undicesimo. Una iniezione di fiducia per Petrucci che il prossimo anno potrebbe prendere il posto di Iannone nel Team Ducati-Pramac.

Fenati trionfa in Moto3. L’Italia festeggia invece nella Moto3 con il successo di Romano Fenati. Il pilota della Ktm-team Sky, che scattava dalla quinta fila, è riuscito a risalire il gruppo degli inseguitori battagliando a lungo con il leader della corsa Alex Marquez (Honda). «Ho fatto una buona gara, avevo un buon feeling con la mia moto - ha detto Fenati - è stata dura qui ad Aragon contro un pilota spagnolo, ma sono molto soddisfatto».

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di Redazione web