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I due baby d’oro salvano la Fiorentina

I due baby d’oro salvano la Fiorentina

Torino avanti, poi entra Bernardeschi e recapita a Babacar la palla che il senegalese trasforma nel gol del pareggio

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TORINO. Lui si chiama Khouma el Babacar, è nato in Senegal il 17 marzo 1993, ha un fisico alla Balotelli e tanta voglia di sfondare con la maglia della Fiorentina con la quale, 4 anni fa, già si tolse alcune soddisfazioni. Come fregiarsi del titolo di più giovane giocatore della storia viola ad aver segnato un gol tra i professionisti (14 gennaio 2010, Fiorentina-Chievo Verona 3-2, Coppa Italia). E di quello di più giovane marcatore straniero in assoluto della serie A quando, sempre nel 2010, a 17 anni compiuti da tre giorni, andò a segno nel massimo campionato in Fiorentina-Genoa 3-0. Ieri, 4 anni dopo, Babacar è tornato ad assaporare la gioia del gol in A firmando al 33’ della ripresa, su assist del neo entrato Bernardeschi, l’altro baby d’oro della Fiorentina, il pari per 1-1 all’Olimpico contro il Torino. Una rete bella quanto pesante, che ha evitato alla squadra il secondo ko dopo quello subito in casa della Roma, che avrebbe rischiato di aprire la crisi. Sia chiaro, il digiuno di successi (appena uno conquistato da inizio campionato) non permette ai viola di decollare in classifica (appena 6 punti). Ma intanto coi granata la squadra, nonostante le tante e vistose assenze (Rossi, Gomez, Cuadrado, Joaquin e Marin: l’obiettivo e la speranza di Montella è recuperare almeno il colombiano per l’Inter) e malgrado le perduranti giornate-no di Ilicic e Borja Valero (lo spagnolo è stato sostituito anche ieri dopo mercoledì col Sassuolo) non ha mai mollato, ha saputo lottare, sfoderare tanta determinazione nel non voler arrendersi all’ennesimo verdetto ingiusto e costruire ni 90’ alcune buone occasioni. Peccato per i viola e i loro tifosi aver trovato sulla loro strada l’ennesimo portiere pigliatutto, ovvero Gillet preferito da Ventura a Padelli. Il numero uno belga è stato puntuale e provvidenziale specie su Babacar due volte e su Ilicic dalla distanza nei primi 45’, quindi nella ripresa sulla potente punizione di Aquilani, entrato da poco insieme a Pizarro. Il gioco della Fiorentina ancora non brilla, il possesso palla è sì sempre prerogativa della squadra di Montella che per lunghi tratti pure contro il Toro ha fatto la partita, però mancano ancora la giusta velocità nell’esecuzione, la continua lucidità nel mettere ordine, la scintilla che accende e può risolvere al cospetto di avversari spesso chiusi come casseforti. Come ha fatto notare a fine gara lo stesso allenatore viola non senza un pizzico di polemica verso la critica, la sua squadra ha comunque mostrato un forte spirito di gruppo e di reazione, grazie al quale è riuscita a rimontare la rete di Quagliarella già pericoloso in due occasioni nella prima parte del match (bravo Neto) insieme agli affondi di Sanchez Mino e Darmian. «E alla fine questo 1-1 ci sta stretto», ha ruminato Montella. Che nel frattempo, insieme ai tifosi, si coccola giustamente Babacar e Bernardeschi, le note più liete. Il senegalese, titolare per la quarta volta, era già andato a segno al 20’ del primo tempo in un’azione però fermata dall’arbitro per un fallo di mano dello stesso attaccante. Ripetendosi poi, stavolta sul serio, nella ripresa e festeggiando così la sua prima rete stagionale, bella e importante. Quanto al talento di Carrara, un gol all’esordio in Europa League con il Guingamp, gli è bastato un minuto per entrare (al posto di Richards) e mettere il timbro sul risultato, trasformando il primo pallone giocato in un passaggio preciso e filtrante che ha innescato Babacar.

Brunella Ciullini

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di Redazione web