Il Tirreno

Livorno

Alla Pistoiese un derby per cuori forti

di Pasquale Petrella

Il Tuttocuoio esce sconfitto 3-2 dal Melani, ma fino al termine della gara ha dato filo da torcere agli arancioni

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PISTOIA. E’ stato un derby per cuori forti. Con un punteggio altalenante che non ha fatto altro che insidiare fino alla fine le coronarie. Subito in vantaggio il Tuttocuoio, poi ripreso e superato di due gol dalla Pistoiese, infine la rete degli ospiti che stava per riaprire il match ad una manciata di minuti dalla fine. Cinque gol e la prima vittoria degli arancioni sul team di Ponte a Egola allo stadio Marcello Melani. Ce n’è stato da vedere e da parlare, compresa l’espulsione di Cristiano Lucarelli per essere entrato quasi in campo per richiamare un suo giocatore, reo di aver lasciato troppo solo un avversario che per poco non arrivava al gol.

Ma che non si trattasse di una partita normale fra Pistoies e Tuttocuoio lo si era capito fin da quando se ne era cominciato a parlare. Le premesse infatti dicevano che non sarebbe stata una partita qualunque. Da una parte la Pistoiese con le sue paure per dover affrontare quella che aveva ormai la fama di bestia nera, dall’altra un Tuttocuoio squadra rivelazione di questo torneo che ha tanta voglia di dimostrare che in questa categoria può anche starci senza dover vestire il ruolo di Cenerentola.

E così allo stadio Melani, con una temperatura di poco sotto i trenta gradi e con una grande umidità, è partito un match che ha rispecchiato a pieno le premesse.

«La differenza l’ha fatta la qualità dei giocatori - ammette con umiltà mister Alvini - La nostra è una squadra molto giovane, peraltro condizionata in questo match dall’assenza di capitan Colombo. Sappiamo che i nostri ragazzi sono inferiori e questa gara ci ha dimostrato che il nostro obiettivo deve essere quello di crescere per livellare questo gap».

Ma quella di mister Alvini sembra soprattutto una dichiarazione di chi mastica da tempo di calcio e sa che al termine di una partita chiusa con una sconfitta, non serve a niente recriminare. Meglio elogiare gli avversari rodendosi dentro per non essere riuscito a capitalizzare quelle due o tre occasioni che pure la sua squadra ha avuto, non riuscendo però a trovare la zampata vincente magari per chiudere almeno con un pareggio. D’altronde mister Alvini, nelle stagini scorse, c’è già stato altre quattro volte al Melani col suo Tuttocuoio e quella di ieri è stata la prima sconfitta patita dagli arancioni. «Il nostro obiettivo resta la salvezza e quindi dobbiamo concentraci solo su quello. Non sono arrivati punti e quindi dovremo cercare di farli nel prossimo match», parole sante per Alvini.

Così come quelle di Cristiano Lucarelli che dopo aver seguito il match per cinquanta minuti fuori dal rettangolo di gioco (per una espulsione giustificabile solo sotto il profilo di una lettura fredda del regolamento) ed aver gioito con i suoi giocatori nell’angolo opposto della panchina, con il rituale abbraccio collettivo, si ferma nel sottolineare che «non dobbiamo esaltarci per questo successo che pure abbiamo voluto fino in fondo. Dobbiamo già pensare alla partita contro il Forlì e concentrarci per eliminare quei tanti errori che abbiamo commesso durante la gara». Parole sacrosante perché se il risultato è stato altalenante molto è dipeso proprio dagli errori degli arancioni. Nei primi minuti il Tuttocuoio è partito molto meglio. Il gol di Deiola ha messo a nudo una difesa ballerina degli arancioni. Qualcosa non ha funzionato: Di Bari e Pasini, stranamente non sono riusciti a dare quel senso di compattezza al reparto. E la sensazione è durata almeno per una ventina di minuti. Una sensazione dettata forse anche dal fatto che la squadra di mister Alvini è partita davvero superconcentrata facendo un grande pressing e tenendo sempre sotto pressione la difesa arancione con Gioè che alla fine si è preso anche il giusto premio per una partita giocata con grande caparbietà.

La rete di Falzerano ha ristabilito l’equilibrio del risultato ma non del gioco in campo e solo alla distanza la squadra di Lucarelli è riuscita a dettare i suoi tempi. Bello il gol di Romeo, come quelli che si vedono in serie A: stoppata della sfera che arriva da destra e con le spalle alla porta, girata su se stesso e bolide di sinistro nell’angolo più lontano. Imprendibile. Nella ripresa Alvini è costretto a sostituire Konate, già ammonito, e così la stanchezza ed i cambi tolgono qualità al Tuttocuoio e resta solo il cuore. Quel cuore che permette alla squadra ospite di trovare il gol del 3 a 2 all’83’ e dare una ulteriore scossa alle coronarie dei tifosi sugli spalti. Ma è stato una scossa rimasta lì. E’ la Pistoiese che festeggia questi tre punti che la lanciano in alto in classifica.

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