Gioco
Libertas da palcoscenico Staff presentato al Goldoni
Il ds Balzini: «Con Visigalli, Salazar, Armillei abbiamo costruito un gran roster» Pardini, il coach: «La C è difficile, ci sono tanti derby: noi puntiamo ai playoff»
LIVORNO. Davanti al Teatro Goldoni, che è una delle eccellenze di Livorno, la Libertas, che eccellenza del basket è stata e vorrebbe tornare a esserlo, si è presentata alla stampa.
Prima squadra quasi al completo, staff tecnico, quadri dirigenziali per le foto di rito e qualche intervista in attesa che sia il campo a parlare, nel primo fine settimana di ottobre quando il campionato di DNC prenderà il via.
Coach Pardini parla degli obiettivi della squadra senza nascondersi. «Visto che non possiamo – dice – puntare alla salvezza (il campionato è quest'anno senza retrocessioni, n.d.r.) e che un obiettivo bisogna darselo, dobbiamo puntare ai play-off. Non sarà un campionato facile, perché sarà fatto quasi tutto di derby, partite sempre particolari. L'anno scorso c'erano le squadre umbre e marchigiane che quantomeno allentavano un po' la tensione, ora giocheremo sempre contro squadre che conosciamo e ci conoscono bene, ogni domenica sarà una battaglia».
Il direttore sportivo Michele Balzini guarda più verso gli obiettivi societari. «Abbiamo costruito una squadra con un gruppo di giocatori secondo me di assoluto valore (Visigalli, Salazar, Buzzo, Armillei i nuovi arrivi, ndr) ma con tanti nostri prodotti nel roster e l'obiettivo primario sarà quello di valorizzarli, di far sì che possano diventare bravi giocatori senior dopo essere stati (e in qualche caso essere ancora) bravi giocatori di settore giovanile».
Capitan Sidoti è uno dei pochi reduci della scorsa stagione e con i suoi 29 anni si trova a essere il più anziano della truppa, a testimonianza di quanto bassa sia l'età media della squadra. Lui ci va un po' più cauto quanto a obiettivi. «Meglio non porsene – dice – e vivere un po' alla giornata, almeno fino a che le forse del campionato non si siano un po' delineate. Credo che il nostro compito principale, dico mio e degli altri senior, sia quello di aiutare i giovani a crescere e a migliorare tecnicamente, di trasmettere a loro un po' della nostra esperienza. Quanto al gioco credo che la giovinezza della squadra possa avere come rovescio della medaglia la possibilità di giocare in velocità, di sfruttare le doti atletiche per mettere in difficoltà le squadre magari più esperte ma più anziane.
La chiusura è con Andrea Dal Canto, uno dei giovani della panchina, la cui risposta è quasi disarmante nella sua semplice lucidità. «Il mio obiettivo? Guadagnarmi dei minuti, meritarmi di giocare». Bravo.
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