Gioco
«Caro Gautieri, noi siamo da 3-5-2»
Spinelli per ora dà fiducia al tecnico ma chiede il cambio di modulo. «L’ho preso perché mi ha detto che sapeva cambiare»
LIVORNO. Tra Varese e Avellino, parla il Presidente. Ciarliero, loquace, quasi divertito Spinelli dispensa consigli a Gautieri ma lancia un messaggio forte. Certi concetti li ha chiari in testa. Nessuna abiura. Anzi li ribadisce. Con il sorriso sulle labbra, ma la marcia indietro non è prevista nel cambio sequenziale della sua fuori serie.
Presidente, le è passata la rabbia dell'altra sera?
«Più che rabbia era uno sfogo dettato dalla sofferenza del finale di partita».
Quel 4-3-3 proprio non le piace, vero?
«Vede, il calcio è materia difficile e il 4-3-3 lo rende ancora più complicato».
Come è arrivato a questa conclusione?
«Semplice: il Livorno gioca con il 3-5-2 da 15 anni e per assimilare il nuovo schema servono tre o quattro mesi. Sul piano dell'impegno non muovo nessun appunto ai ragazzi. Sono tutti da 7 in pagella, ma ora si trovano nella condizione di dover assimilare questo schema. Il nostro gruppo è composto da giocatori che sono qui da tempo e nel loro dna c'è il 3-5-2 che a me piace tanto. Mica è facile ribaltare tutto in poco tempo».
Quindi secondo lei la partita con il Varese ha acceso la spia rossa dell'allarme.
«Sì perché è stata esemplare. Nel calcio moderno si può anche giocare con tre punte, ma tutti gli attaccanti devono rientrare per dare manforte al centrocampo altrimenti chi sta in mezzo si sfianca e arriva a fine partita con la lingua penzoloni. Guardi, anche se ci schierassimo con due punte sole ci sarebbe bisogno del loro supporto in fase difensiva. In questo gioco si attacca e si difende in undici. Martedì sera i centrocampisti erano esausti e non proteggevano la difesa. Gli ultimi sedici minuti mi sono sembrati infiniti e se il grande Mazzoni non avesse compiuto un paio di interventi provvidenziali saremmo qui a recriminare per due punti persi. Non esiste far scoppiare i centrocampisti e non averli lucidi nei minuti caldi".
Presidente, è pur vero che potevamo aver segnato quattro gol…
«Giusto, ma non l'abbiamo fatto: può capitare. Avete visto: un palo, altre occasioni, un pallonetto alto di pochi centimetri. E se non si chiudono, certe partite, non solo restano in bilico, ma possono anche partorire la beffa».
Presidente, ci permetta. Ma quando ha preso Gautieri, sapeva bene che si sarebbe affidato a un cultore del 4-3-3. Perché si lamenta?
«Perché non voglio soffrire come l'altra sera. E comunque il mister mi aveva detto che avrebbe anche cambiato modulo, che non sarebbe stato legato a tutti i costi al 4-3-3. Mi aveva garantito che avrebbe variato schema in caso di necessità».
Gautieri rischia qualcosa?
«Ma no. Abbiamo un gran feeling. Ci sentiamo spesso. Lo stimo. È un ragazzo intelligente. Mi piacerebbe solo che fosse un po' meno spregiudicato».
Beh, sa, ma con il 4-3-3 l'atteggiamento non può che essere propositivo…
«È vero, ma prendiamo spunto dall partita col Varese. Io avrei evitato di inserire Belingheri. Non ho nulla contro Luca. Anzi. Ma anche lui è un giocatore con spiccate doti offensive. Avrei inserito un mediano, rinforzato il centrocampo. Il Beli me lo sarei giocato se fossimo stati sotto, in emergenza. In certi casi conviene portare a casa l'1-0 e non rischiare. Un'altra possibilità sarebbe stata di passare al nostro classico 3-5-2 con Moscati più alto giusto. Comunque l'importante è aver vinto».
Allora. Ricapitoliamo. Non impazzisce per il 4-3-3, Gautieri non rischia, ma alle viste c'è la trasferta di Avellino…
«Ho capito dove vuole arrivare. Guardi che quando si va a giocare al sud è sempre molto molto difficile per cui dobbiamo pensare a far bene e non ad altre storie. Ricordo bene le partite al “Partenio” fin dai tempi del Genoa. Lì c'è un gran tifo, l'ambiente è caldo anche se uno dei campi più ostici che ho conosciuto è quello di Barletta».
Lo sa che se inizia con gli aneddoti può scriverci un libro…
«Eh lo so. Trent'anni di calcio sono tantissimi. Ma guardate dove ci tocca andare: anche a Trapani. La serie B è questa. Per fortuna abbiamo Entella e Spezia. Per me sono due partite in casa. Ora dobbiamo fare una sola cosa: concentrarci su Avellino, consapevoli che si tratta di un appuntamento davvero difficile».
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