Gioco
Centro sportivo allo stadio nel ricordo di Ferretti
Calcio e basket i grandi amori di Giampaolo: e ora arriva la dedica della struttura da lui ideata
LIVORNO. In panchina allo stadio, l'aria assorta e concentrata sulle vicende del Livorno. Mentre salta addosso ai giocatori della sua Libertas dopo un derby vinto. Due fotogrammi che sono il paradigma del lavoro, ma soprattutto della passione di Giampaolo Ferretti, l'uomo che ha saputo coniugare i due grandi amori della sua vita: lo sport e la medicina. E a chi, se non a lui (scomparso qualche anno fa), era giusto intitolare il centro di medicina dello sport di Piazzale Montello, nella pancia dello stadio, uno dei centri di eccellenza e non solo in Toscana.
La cerimonia di intitolazione si è svolta a Villa Henderson ed è stato Piero Dinelli, attuale direttore della struttura e amico di una vita di Ferretti, a tratteggiarne la figura. «Giampaolo - ha ricordato Dinelli - è stato l’ animatore e propulsore di questo centro, accoppiando alla passione per lo sport un'indiscussa capacità e competenza professionale, una certezza per la salvaguardia della salute di coloro che praticano attività sportiva ad ogni livello».
Il centro livornese, nato negli anni 50, nel 1984 venne trasferito nei locali dello stadio (e dotato delle attrezzature tecnologicamente più avanzate) dopo un decreto ministeriale che ne ampliò progressivamente le competenze, estendendosi anche all'attività non agonistica. Attualmente svolge 4.000 visite all'anno, collabora con la Folgore e l'Accademia e istituisce corsi per la prevenzione degli infortuni, corsi anti-doping e programmi di assistenza alimentare.
La cerimonia per Ferretti ha avuto anche un'interessante appendice di carattere scientifico con il professor Marzilli, direttore dell'Unità malattie cardiovascolari di Pisa che, a sorpresa, ha trattato il tema della mortalità sportiva basandosi su una ricerca uscita poche ore prima della sua esposizione.(g.b.)
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