Gioco
Tuttocuoio troppo stanco Pari stretto agli aquilani
I neroverdi reduci da un autentico tour de force riescono a passare in vantaggio grazie ad un tiro da oltre 35 metri di Konate. Poi il pareggio degli ospiti
PONTEDERA. L’1-1 tra Tuttocuoio e L’Aquila sta nel gol del centrocampista neroverde Konate da quasi centrocampo al 2’ e nella conclusione “alla Del Piero” dell’esterno destro rossoblù dopo 25’. Ma si può riassumere anche in una scena significativa con protagonista il capitano pontaegolese: dopo una serie di dribbling e protezioni della palla contro due avversari davanti alla panchina ospite, l’arbitro fischia una punizione e Corrado Colombo chiede una borraccia, attaccandocisi come fosse nel deserto e gettandosi l’acqua sulla testa come in estate inoltrata nei primi giorni di preparazione. Sembra di essere in pieno secondo tempo. Invece la gara è appena al 20’ della prima frazione. Dettagli che parlano chiaro: Colombo e molti i suoi compagni sono stanchi morti dopo il tour de force di questa settimana. E aver portato a casa un punto contro una squadra che li ha messi in grande difficoltà vale davvero molto. Tanto che il tecnico neroverde, Massimiliano Alvini, battezza la prestazione dei suoi come «un capolavoro, la migliore fin qui effettuata».
Tre partite in sette giorni. Si dirà, anche L’Aquila ha giocato tre volte in questa settimana. Vero, ma c’è una differenza: il Tuttocuoio mercoledì ha fatto Ponte a Egola-Piacenza andata a ritorno, rientrando alle 2 di notte. La formazione di Giovanni Pagliari ha trascorso quattro giorni alle Terme di Casciana, sede del ritiro per l’impegno infrasettimanale col Pontedera e della domenica col Tuttocuoio, sempre all’Ettore Mannucci. Altri dettagli da non sottovalutare se è vero che, come spiegato dall’allenatore dei neroverdi, Serrotti, Konate e Deiola non avrebbero dovuto giocare. I primi due per acciacchi e squalifiche, il terzo per essere rimasto coinvolto in un incidente stradale di lieve entità venerdì dopo l’allenamento. «E altri tre giocatori mi hanno chiesto il cambio nell’intervallo», aggiunge. Insomma, una catastrofe atletica malgrado un avvio spumeggiante, favorito dal gol da 35 metri di Konate sul quale il portiere Zandrini pasticcia non poco. Una parabola da chiarire se voluta o casuale, ma utile per mettere le ali al Tuttocuoio che per un quarto d’ora sembrava in grado di poter andare oltre i miracoli già fatti vedere fin qui.
Fiato corto. Invece, L’Aquila comincia a far girare il pallone, mettendo a nudo la stanchezza dei padroni di casa. La ricerca del gioco corto per innescare il trio d’attacco Sandomenico-Perna-Ceccarelli con gli inserimenti di Mancini e Zappacosta, piano piano, portano il Tuttocuoio a rinculare fino al limite dell’area. Un paio di occasioni e poi il gol dell’1-1 con una conclusione di Scrugli sotto l’incrocio da spellarsi le mani. È lì che Alvini capisce che deve fare qualcosa, altrimenti saranno guai seri. Coprirsi, questo l’ordine malgrado l’afa. E così, prima inverte Konate con Deiola, spostando quest’ultimo al centro della mediana, in una squadra in campo dall’inizio con Ingrosso al posto di Colombini in difesa e con i golden boy Gioè in attacco e Mulas sulla corsia di destra. Nell’intervallo il tecnico di Fucecchio sceglie il cappotto più adatto alle circostanze: via il 4-3-1-2 e al suo posto un più pesante 3-5-2 con in difesa Colombini insieme a Falivena e Ingrosso e Gargiulo dalla trequarti alla mediana (sostituito poi da Pane nel finale).
Quasi miracolo. Con questa nuova disposizione il Tuttocuoio rischia grosso solo al 2’ (Perni fallisce l’occasionissima davanti al portiere Bacci servito dal guizzante Sandomenico), quando è in fase di assestamento. Poi la squadra di casa guarda gli avversari muovere la palla, provare a farsi minacciosi, ma senza obbligare mai il proprio portiere agli straordinari. Anzi: al 33’ i neroverdi segnano addirittura con Colombini pescato da una “torre” di Colombo su punizione profonda, ma l’arbitro annulla per un fallo del capitano sul difensore Pomante che non sembra evidentissimo. Un episodio passato inosservato in sala stampa. Per Alvini contano altre cose: «Eravamo in condizioni difficili, ma siamo stati eccezionali nel cambiare modulo. Mi sono commosso davanti ai ragazzi e li ho ringraziati ».
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