Gioco
Pisa si accontenta e la vetta gli sorride
«Non esistono le partite facili»: nerazzurri in fuga nonostante il pari interno, il capitombolo dell’Ascoli dà ragione al mister
PISA. Diavolo di un Piero Braglia. Sabato sera, dopo lo 0-0 casalingo del Pisa, che poteva significare essere ripreso in vetta da Ascoli e Tuttocuoio, negava risolutamente di essere deluso. «Non esistono le partite facili», spiegava. E non pensava solo ai suoi. Ancora Braglia: «Dobbiamo prendere quello che viene dal campo, io non ho mai pensato che avremmo ammazzato il campionato o che fosse una cosa semplice, la Lega Pro sarà un’annata di sofferenza e difficoltà: sono altri che pensano che in base ai nomi si possa far di più, quando si gioca male si diventa come gli altri. E non dobbiamo sottovalutare nessuno, fa comodo agli altri dire che siamo una corazzata, ma noi non dobbiamo crederci».
Meglio i fatti che le chiacchiere. Pragmatismo allo stato puro, quello di Braglia. Che a un certo punto della sfida con una Reggiana non bella però molto organizzata e cinica nel difendere la propria trequarti, non si è lasciato tentare dalla voglia di regalare spettacolo e ha messo dentro giocatori freschi ma senza cambiare modulo. I granata così hanno potuto chiudersi senza soffrire troppo (a parte il gol annullato a Misuraca nel finale), ed hanno portato a casa un buon punto.
Nello stesso pomeriggio, il Pontedera aveva perso con la Lucchese, quindi il Pisa restava primo da solo, ma dovendo aspettare i risultati domenicali per averne la conferma. Il Tuttocuoio (impegnato in casa con L’Aquila) e l’Ascoli (in trasferta a Ferrara) vincendo avrebbero potuto raggiungerlo. Ma come sapete, i neroverdi di Alvini, rivelazione di qusto inizio di stagione, hanno mancato l’aggancio in vetta pareggiando con L’Aquila, e soprattutto l’Ascoli - ovvero la squadra che secondo i pronostici degli addetti ai lavori è il grande favorito per la vittoria finale insieme al Pisa - ha addirittura perso con la Spal. I nerazzurri restano quindi soli in vetta.
Vitale non si esalta. «Bisogna avere calma e serenità - ci ha detto ieri il dg del Pisa Pino Vitale. - I campionati non si vincono a dicembre. E chi sa leggere le partite si rende conto che quando non si può vincere è meglio... non perdere, ovvero è meglio salvaguardare gli equilibri anzichè essere avventati. Contro la Reggiana abbiamo iniziato bene, con due traverse nei primi venti minuti, poi il gran caldo ci ha dato noia e la stanchezza si è fatta sentire sempre di più. E attaccare è meno facile che difendere, a parità di energie».
Soddisfatto degli altri risultati? Restare in vetta da soli è sempre bello... Vitale però mette le mani avanti: «Veramente - dice - quello che mi interessava più da vicino non mi piace. La Pro Piacenza, nostro prossimo avversario, ha perso 4-0 e sabato prossimo avrà il dente avvelenato. Sarà una battaglia, e noi dobbiamo andare lì per vincere. Se puntiamo a vincere il campionato, non possiamo affrontare nessuna partita con un obiettivo meno impegnativo. Sono invece soddisfatto dei miei: sono tutti buoni elementi, sia di chi ha giocato sia di chi è rimasto fuori».
Cosa dice il campo. Il dato positivo è che nelle ultime due partite la porta è rimasta inviolata: la retroguardia comandata da Paci sembra ben assestata nonostante l’attuale rinuncia a due pezzi da novanta come Lisuzzo e Dicuonzo, e in realtà tutta la squadra partecipa bene alla fase difensiva. Mercoledì scorso, a Savona, Napoli (che sarebbe un centravanti...) ha sopperito bene all’assenza del terzino sinistro Filippo Costa, purtroppo infortunato (tornerà poco prima di Natale), ma tutti sanno che non sarà facile sostituire senza contraccolpi il promettentisismo giovane in prestito dal Chievo, sempre fra i migliori nelle prime gare.
E in fase di attacco, se gli avversari stanno prendendo le misure alla verve di Pellegrini (esterno destro del 3-5-2 e principale fornitore di cross per le punte), la squadra comincia a mettere a frutto le invenzioni del regista Iori, capace di cambiare in un attimo il fronte del gioco. Le indicazioni insomma sono quasi tutte positive, ma la stagione è lunga e difficile.
E spiega ancora Braglia: «Quando giochiamo secondo le nostre capacità, le cose funzionano. Ma se rallentiamo, siamo una squadra normale. Non sono i nomi che portano i risultati».
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