Gioco
Parola di Nelso Ricci: quei nerazzurri faranno corsa a sé
L’esperto ds è tornato a Grosseto con la sua Pistoiese: «Tuttocuoio la bella sorpresa, il Prato davanti fa paura»
GROSSETO. Se ci fosse già un ideale podio delle toscane di Lega Pro, Nelso Ricci - il ds “giramondo”, adesso alla Pistoiese - ne avrebbe già individuato oro, argento e bronzo. «Pisa, perché si sapeva già dall'inizio; Tuttocuoio, perché è la sorpresa; Prato, per l'attacco».
Nelso parla da Grosseto; è tornato a Grosseto, dove sette anni fa ha vissuto l'esaltante avventura della serie B, quella di una matricola che per la prima volta in cento anni di storia si affacciava alla cadetteria. Grosseto ha un buon ricordo di Ricci. E viceversa. Nelso è tornato a Grosseto ma in qualità di direttore sportivo di una squadra tutta verde. «Siamo una squadra giovane. E come tutte le squadre giovani, fa delle belle gare ma commette anche delle ingenuità, nel modo di ragionare, nel modo di porsi in campo. Contro l'Ascoli, in casa, abbiamo giocato una grande gara: eppure ci siamo fatti gol da soli...».
Dicevamo Pisa... «Può fare campionato a sé, ha dei valori. Sì, è vero, siamo ancora all'inizio, ma non credo di sbagliare». Nerazzurri in frenata? «Quando ci sono tre partite in sette giorni, è chiaro che ci sono margini perché il lato fisico lasci qualche strascico. Consideriamo che comunque alla prima mezz'ora il Pisa aveva preso tre traverse... No, non ci vedo segnali particolari».
Nelso si ferma un attimo perché davanti alla porta degli spogliatoio gli si affianca un altro direttore extralarge, Bruno Iovino del Grosseto. Quest'ultimo lo prende sotto braccio e commenta sorridendo la rotondità comune: «Si vede che era destino...».
Nelso riparte. Tuttocuoio? «Mah, è la sorpresa del girone: basta vedere quello che ha fatto ad Ascoli, con l'Aquila, con il Prato. Sono piacevolmente meravigliato».
Terzo posto al Prato? «Sì, ha un attacco che fa paura».
Ma la lotta per il titolo può essere ristretta alle toscane o ci sono anche altre squadre che possono concorrere? «Certo che ci sono! Prima fra tutte l'Ascoli, perché ha una storia, una tradizione, un pubblico. Ma anche la Reggiana è un'ottima squadra, con dei valori: secondo me è da prime posizioni. Non dimentichiamoci il Teramo: sì, il Grosseto lì ci ha vinto, ma lì ci fu Pichlmann che ruppe gli equilibri su un campo sintetico che gli abruzzesi conoscono benissimo, su cui sono bravissimi. E la Spal verrà fuori», dice ancora prima di sapere che ieri ha fatto fuori l’Ascoli.
Completiamo il panorama: il Grosseto? «Il Grosseto sta iniziando adesso il suo campionato. Ha iniziato tardi ma la sua classifica è importante». Il Pontedera? «Ha un allenatore (Indiani, ndr) che dà equilibri a ogni campionato, e anche l'anno scorso ha fatto bene».
Gran finale con la "sua" Carrarese: «La Carrarese ha cambiato pochissimo. E poi ha recuperato Merini. Merini lo portai io lì. Lo pescai alla Sangiovannese, era il tempo in cui la società era fallita...». Sorride Nelso, come a dire che avrebbe visto bene il centravanti gialloblù anche nella Pistoiese.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
