Gioco
In testa la Signora e la nonna
La Roma raggiunge la Juve, l’abbraccio di Florenzi commuove l’Olimpico (ma sarà multato)
ROMA. Il campionato è il pane della Roma, aveva detto Rudi Garcia dopo il felice esordio in Champions, e il tecnico francese ha avuto ancora ragione. All'Olimpico contro il Cagliari del grande ex Zeman i giallorossi hanno impiegato meno di un quarto d’ora per chiudere la pratica e per raggiungere in vetta la Juve di Allegri. Mordi e fuggi, come piace al francese.
Di questa partita non memorabile resteranno due cose: gli applausi (e qualche fischio) riservati dalla curva Sud a Zeman; e soprattutto la corsa di Florenzi dopo il suo gol verso la tribuna per abbracciare fra le lacrime reciproche nonna Aurora, 82 anni: glielo aveva promesso e l’ha fatto, è stato ammonito e ora sarà multato, ma questa scena è stato il babà della giornata. «Quell’abbraccio vale bene una multa - dice Garcia a fine gara - è stata una cosa emozionante, per me c’è l’essenza del calcio».
In campo la partita era attesa con qualche ansia dai tifosi, ma la Roma ha risposto alla grande. Garcia ha operato un massiccio turn-over lasciando in panchina Totti e Pjanic e schierando Nainggolan e Keita a centrocampo con De Rossi, alle spalle del terzetto composto da Florenzi (migliore in campo, nonna a parte), Destro e Gervinho. I tre hanno preso d'assalto la sprovveduta difesa in linea del Cagliari (ahi ahi Zeman) e si è visto subito che non c’era gara. Dopo un tentativo a vuoto di Destro al 4', lo stesso attaccante ha firmato il vantaggio al 9' appoggiando in rete da due passi al termine di una rapida triangolazione partita da Gervinho e proseguita da Florenzi con un assist perfetto. Pochi minuti dopo l'uomo-assist è diventato bomber: De Rossi ha saltato con un pallonetto la difesa ospite liberando Gervinho al limite, apertura a destra per Florenzi che ha insaccato in diagonale. Ma l'esultanza dello stadio è esplosa quando l’attaccante giallorosso è corso in tribuna ad abbracciare la nonna («Ora però non me la stressate» ha detto a fine gara).
Il momento da libro Cuore e il risultato acquisito hanno sopito la cattiveria agonistica della Roma, che ha comunque tenuto sempre il controllo, lasciando qualche occasione al Cagliari, mal sfruttata. Zeman ha tentato invano qualche cambio e poi si è rassegnato. «Loro sono veramente forti, ma noi eravamo terrorizzati e non c’abbiamo nemmeno provato - ha commentato il boemo - in questo modo salvarci non sarà facile». Tempi cupi, ma non per i lupi...
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