Il Tirreno

Livorno

Carrarese X Factor delude anche a Forlì quinto pari in 5 gare

di Luca Santoni

La squadra va in gol, fa sognare ma non sa più vincere Nel finale arrivano sempre errori banali a rovinare tutto

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CARRARA. Questa Carrarese non sa più vincere. L'andamento della trasferta di Forlì parla da solo. Prima gli azzurri vanno in svantaggio, poi pareggiano, passano in vantaggio, ma nel finale vengono nuovamente riacciuffati. E' proprio questo 2-2 a suonare come un campanello d'allarme per la Carrarese, ormai arrivata a cinque pareggi consecutivi nelle prime cinque giornate di campionato: se non è un record, poco ci manca. La squadra ogni volta mostra grandi potenzialità tecniche, ottime qualità e un'identità di gioco, produce, segna, fa sognare, ma poi nel finale commette sempre errori banali che rovinano il risultato. Insomma, più passano le giornate e più è difficile vedere il bicchiere mezzo pieno, accontentarsi della buona volontà, dei “se”, dei “prima o poi”, anche perché la classifica non aspetta nessuno.

Ogni volta sembra mancare qualcosa. La prima di campionato contro il Tuttocuoio aveva registrato l'espulsione di Teso in pieno recupero. Contro la Pistoiese è stato fatale un infortunio del portiere, a San Marino è un'ingenuità su fallo laterale. Contro il Grosseto l'errore è arrivato a parti inverse, con la Carrarese in attacco che ha sfiorato d'un soffio il colpaccio, mentre ieri a Forlì è stato un calcio d'angolo a portare in dono la beffa. I finali di tutte e cinque le gare fin qua giocate hanno registrato situazioni o episodi negativi per la Carrarese. Più che singoli indizi ormai si può parlare di una prova bella e buona. Questa Carrarese ha serie difficoltà nella gestione degli ultimi minuti: un aspetto da sempre fondamentale nel calcio.

Più carattere. Probabilmente ha ragione il tecnico Remondina, quando nel dopo partita ha indicato nella maggiore personalità la via d'uscita da questa impasse in cui si trova la sua squadra. Carattere, freddezza, mestiere, voglia di vincere a tutti i costi: sono questi i valori necessari per portare casa un risultato di misura, contro un avversario che inevitabilmente nel finale di gara si spinge all'attacco alla ricerca del pari. Col recupero di Gorzegno, ormai in procinto di rientrare nel gruppo, forse la Carrarese ritroverà anche tutte queste qualità. Qualsiasi sia il problema, bisogna trovare una soluzione e farlo alla svelta, perché il campionato va avanti. Ormai l'attenzione di tutti è già rivolta all'impegno di venerdì contro l'Ancona e le occasioni perse per strada cominciano ad essere davvero troppe.

Osso duro. Tornando alla partita di Forlì, c'è da dire che la Carrarese ha affrontato davvero un osso duro. Se il Grosseto di mercoledì scorso è stato forse il team più forte che la squadra di Remondina ha trovato finora, di sicuro i romagnoli sono stati gli avversari che hanno messo in maggiori difficoltà la Carrarese. Specialmente nel primo tempo i padroni di casa, ben schierati del tecnico Rossi, hanno saputo annullare la mediana disegnata da Remondina coi giovani Pedone e Beltrame al fianco di Castagnetti. Inizialmente la Carrarese ha cercato di metterla sulla velocità, costruendo anche un ghiotta palla gol con Pedone. Dopo una decina di minuti però il Forlì ha cambiato modo di giocare, offrendo una manovra più aggressiva e pungente, specie sulla corsia sinistra. I biancorossi hanno sicuramente interpretato meglio i primi quarantacinque minuti, meritando l'1-0 di Hamlili.

La buona reazione. Nella ripresa la Carrarese è riuscita a reagire nel migliore dei modi. I padroni di casa dopo i grandi ritmi iniziali sono calati, mentre la Carrarese ha alzato il baricentro, con uno schieramento più corto e più propositivo in avanti. L'eurogol di Castagnetti è stato l'atto che ha dato il là alla rimonta, attuata dalla quarta rete in campionato di un Merini davvero in gran forma. Che dire poi dell'assist al bacio di Cellini. Davvero determinante l'impatto sulla partita dell'attaccante di Firenze entrato in corso d'opera. Cellini resta l'uomo chiave al quale ormai manca solamente l'acuto personale, perché sarà dai suoi piedi e dalle sue invenzioni che passerà il destino della Carrarese.

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