Il Tirreno

Livorno

Il Livorno è un vaso di cristallo

di Alessandro Bernini
Il Livorno è un vaso di cristallo

Si rompono Siligardi, Lambrughi e Ceccherini, pali e imprecisioni. E il Bari fa festa...

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LIVORNO. Tutto il resto è noia, cantava Califano. Il problema è che a Bari non c'è stata né noia, né logica. Perché per il Livorno più che una partita questi 90' sono sembrati uno scherzo del destino. Poteva vincere il Bari, per carità, non è uno scandalo la sconfitta (il 2-0 è arrivato all'ultimo secondo di recupero) così come non sarebbe stato uno scandalo (anzi..) il pareggio. Ma il Livorno aveva almeno diritto di giocarsi una partita diversa. Nel primo tempo ha perso per infortunio prima Lambrughi, poi Siligardi e quindi Ceccherini, ha preso un palo con Cutolo, nel secondo tempo ha subito l'espulsione di Emerson, ha fallito un gol clamoroso con Bernardini. Per rendere ancora più chiaro il concetto. Se confrontiamo l'undici iniziale e la formazione finale, scopriamo che sono rimasti sino in fondo nel loro ruolo solo Mazzoni, Bernardini, Mosquera e Galabinov. Poi 7/11 della squadra hanno dovuto cambiare posizione per situazioni contingenti: Gemiti da mezzala a terzino, Biagianti da mezzala destra a mezzala sinistra e poi addirittura centrale difensivo, Moscati da mezzala a terzino destro, Cutolo da esterno sinistro a esterno destro, più gli innesti forzati di tre giocatori.

Rimpianti e centrocampo. In un contesto del genere è chiaro che si torna a casa tra mille rimpianti. Ed è anche difficile fare una valutazione tecnica perché tutto è stato sommerso da questo assurdo luna park. Male l'impatto perché siamo partiti col freno a mano tirato, bene dopo il gol di Sciaudone, male nella fase centrale del match quando è mancata continuità nella manovra, bene nel finale quando il Livorno ha trovato la forza e il coraggio per cercare e sfiorare il pareggio in 10 contro 11. Ci resta la sensazione che il gioco sia ancora troppo farraginoso, poco fluido, con la ricerca continua delle fasce laterali dimenticandosi invece che si può pure dare profondità dal centro. Dove però, va detto, non esiste l'uomo che sia capace di andare in verticale, almeno finché non rientra Luci. A meno che non si tenti una soluzione già vista con Nicola, ovvero Emerson regista in mezzo al campo, sistemando Bernardini e Ceccherini centrali.

L'arbitro varesino. Premessa: non abbiamo perso per colpa dell'arbitro. Detto questo: ma come si fa a mandare un arbitro di Varese alla vigilia di Livorno-Varese? Guarda caso ci ha rifilato un rosso a Emerson dopo che un secondo prima Bernardini aveva subito un fallo clamoroso. Consentendo al Bari di picchiare (vedi il fallo su Siligardi).

La rincorsa. Tornando alla partita. È la seconda volta di seguito che il Livorno si trova a rincorrere. Col Latina il gol incassato fu colpa di una catena di eventi negativi, sfortuna compresa. Stavolta c'è poco da lamentarsi e molto da battersi il petto. Perché già nei primi minuti il Bari aveva mostrato maggiore voglia di aggredire la partita, di mordere le caviglie dell'avversario. E da una delle tante giocate partite dalla fasce, è arrivato il gol, anche se su calcio piazzato. Fatale il colpo di testa di Sciaudone che è andato a colpire sul primo palo nel sonno completo di mezza difesa amaranto.La reazione? Qualche buona giocata sull'asse vertice Siligardi-Cutolo, e la sensazione che ci fosse quella profondità che era mancata nella prima parte di gara. Il palo di Cutolo al 29' su assist di Siligardi è stato però come il canto del cigno della pressione. Perché Siligardi è finito ko, Gautieri ha inserito Vantaggiato a sinistra spostando Cutolo a destra, ma il Livorno ha perso continuità.

L’assalto. Perso Ceccherini (sostituito all'intervallo), Gautieri ha provato il tutto per tutto. Inserendo Belingheri mezzala sinistra, spostando Biagianti dall'altra parte e arretrando Moscati terzino. In questo caos forzato, ci sono state almeno 2-3 palle gol, in primis un tiro di Bernardini alla mezzora da due passi sul quale Donnarumma ha fatto un miracolo.Era destino che finisse male. E così al 49’ è arrivato anche il 2-0 di Stevanovic.

In tarda serata si era sparsa la voce di un possibile licenziamento di Gautieri e di una chiamata di Panucci. La società ha smentito categoriucamente, rinnovando la fiducia all’allenatore.

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