Gioco
Il Livorno che non t’aspetti Difesa ok e attacco sterile
Nonostante il 4-3-3 e tanti attaccanti, le occasioni da rete restano poche Tiene bene il reparto arretrato, l’arma in più si sta rivelando la panchina
LIVORNO. Cinque punti in tre partite. Il bottino che meritavamo, non uno di più e non uno di meno. Ciò non toglie che queste prime tre giornate ci abbiano regalato un’immagine a dir poco sorprendente del Livorno: gioca col 4-3-3, rischia poco e crea poco. Insomma, l’esatto contrario di ciò che ti aspetti da un modulo sulla carta offensivo e da una rosa che vanta forse il miglior attacco della serie B.
Alla resa dei conti abbiamo segnato 3 gol in 3 partite di cui 2 su calcio piazzato (a Brescia su angolo e col Latina su rigore), mentre il terzo è stato firmato da Galabinov con la difesa del Carpi ferma per un presunto fallo di mano. Ecco, sotto questo aspetto bisogna cambiare marcia. Perché il Livorno ha imposto il proprio gioco per 20’ a Brescia e poco altro.
Il rovescio della medaglia (che poi è il diritto) è che questo Livorno rischia poco, pochissimo. Grazie anche alla scelta di blindare la difesa con Ceccherini terzino. E alla lunga subire pochi gol può fare la differenza.
Ci resta la sensazione di un Livorno che ancora non esprime del tutto il suo potenziale. Forse perché alla ricerca degli equilibri giusti, soprattutto in fase offensiva. C’è chi auspica il ritorno al 3-5-2, chi un 4-3-1-2 con Belingheri alle spalle della coppia Siligardi-Galabinov. Le soluzioni non mancano.
Lo dimostra il fatto che proprio la panchina sia stata l’arma in più sia a Brescia, sia contro il Latina. Ieri in panchina c’erano Galabinov, Cutolo, Surraco, Biagianti, Vantaggiato, Gemiti, più Luci ancora in stand by. Onestamente in B non vediamo una squadra che abbia così tante alternative.
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