Toscana
La curva nord, dodicesimo uomo in campo
Cori ininterrotti anche quando la squadra era sotto. E i tifosi del Latina rispolverano i cori fascisti
LIVORNO. In serie A ci sono i tifosi del Verona. In B quelli del Latina. Il repertorio è lo stesso: bandiere tricolori, inno di Mameli e cori fascisti. "Livornese ebreo" è il grido con cui si presentano i pontini. La curva amaranto, piena come nei giorni belli, risponde con uno sfottò che non ha matrice politica. Sono circa duecento i supporters nerazzurri. Dieci volte tanto o forse di più quelli del Livorno che intonano motivetti struggenti sull'aria de 'La prima cosa bella': ho preso la diffida, l'ho presa per te. Nel primo tempo il match è piacevole anche se non ci sono sussulti e anche le tifoserie non si beccano più di tanto. Sono gli ospiti, però ad accendere la miccia e allora eccola, sì, la risposta ideologica con il motivetto di Bandiera Rossa. Nella ripresa il Livorno cucina la frittata in una paio di minuti. Djokovic si fa cacciare e subito dopo Crimi fa gol. Festeggiano i nerazzurri, la nord accusa il colpo, ma riparte subito: "Dai Livorno olè. Dai che si fa gol". E' un mantra, una litania che mette ossigeno nei polmoni dei giocatori. Loro provano a metterci il cuore e la generosità, ma il Latina è solido e concede le briciole. Nel finale c'è il forcing e tutto lo stadio spinge la squadra che lotta fino al rigore di Cutolo. Lui stavolta non trema come a Brescia e manda il pallone là dove non batte il sole. 1-1, ma che soddisfazione questo Livorno che ha giocato alla livornese negli ultimi minuti. Al 95' tutti sotto la curva. C'è da migliorare, ma per questa notte va bene così.
F.P.
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