Gioco
Quel body malizioso delle colombiane
Sembrano nude ma non lo sono: polemiche al Giro della Toscana di ciclismo
Non strabuzzate gli occhi. Non sono nude, è solo un body. Malizioso che probabilmente ha fatto centro. Catalizzare, cioè, su una squadra femminile di ciclismo, la colombiana Bogota Humana Solgar San Mateo, quell’attenzione dei media che probabilmente mai avrebbe ricevuto.
Succede tutto al Giro della Toscana donne che da un ventennio si corre in memoria di Michela Fanini, una ragazza brava in bici e nella vita portata via all’affetto dei suoi cari da un tragico incidente stradale. Il padre Brunello, piccolo imprenditore lucchese e appassionato di ciclismo, per ricordare la figlia organizza da tempo questa corsa a tappe che è ritenuta una delle migliori a livello internazionale. L’appuntamento cade ogni anno alla vigilia dei mondiali (a fine mese a Ponferrada, in Spagna) e nonostante la crisi finanziaria abbia falcidiato appuntamenti di maggior pregio anche in ambito maschile, il Giro della Toscana ha continuato la sua tradizione. Certo, si tratta di ciclismo femminile, però il meglio di quello che passa il convento (ad eccezione dell’olandese Marianne Voss) anche questa volta era al via venerdì scorso a Campi Bisenzio. Tutte le squadre si sono presentate sul palco, prima della partenza. Applausi, sorrisi, incitamenti. Un bel pubblico perché nelle piccole località il ciclismo tira sempre, è sport che piace, che attrae.
Un po’ di smarrimento, a dire il vero, c’è stato quando una accanto all’altra si sono allineate le ragazze colombiane. «Ma sono nude» ha detto qualcuno. No, un nudolook in perfetta regola. Cioè un abbigliamento spinto ma «pienamente conforme alle normative dell’Unione Ciclistica Internazionale ed altresì pienamente rispettoso del rigore di presenza e partecipazione da sempre richiesto ed ottenuto dagli organizzatori» secondo Fanini e il suo entourage. Beh, tanto rispettose del rigore di presenza, onestamente, le ragazze colombiane non ci sono sembrate. Diciamo che, se volevano dare nell’occhio ci sono riuscite, ma queste ragazze non si sono sentite un po’ usate? E comunque sia le donne e il ciclismo femminile non meritano maggior rispetto?
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