Il Tirreno

Livorno

PISA, PROVINCIA PADRONA NON A CASO

Pisa provincia padrona, con i nerazzurri di Piero Braglia e i granata di Indiani al comando appaiati all’Ascoli, bloccato da un Tuttocuoio che dopo il debutto titubante contro la Carrarese, ha...

2 MINUTI DI LETTURA





Pisa provincia padrona, con i nerazzurri di Piero Braglia e i granata di Indiani al comando appaiati all’Ascoli, bloccato da un Tuttocuoio che dopo il debutto titubante contro la Carrarese, ha iniziato a macinare calcio e risultati. È merito degli Alvini-boys se l’Ascoli è rimasto appaiato a Pisa e Pontedera, ma i neroverdi di Ponte a Egola hanno davvero messo paura ai marchigiani. Peccato per il rigore fallito, con tanto di citazione di De Gregori da parte del Ferguson “de noantri”. Queste prime tre giornate stanno ribadendo alcune delle caratteristiche peculiari della Lega Pro, e cioè che spesso le matricole fanno bene (sono molti in passato gli esempi di doppi salti di categoria sulle ali dell’entusiasmo), come osserva a fianco mister Paolo Stringara nella sua analisi.

Il Tuttocuoio, proveniente dalla Lega Pro due, è una squadra da vetrina, ma bene stanno facendo anche Pistoiese e Lucchese che invece arrivano addirittura dalla D. Il gruppo e il carisma del mister sono la marcia in più del Tuttocuoio, volontà e la costruzione del gruppo è quello su cui stanno puntando anche Lucarelli fra gli arancioni e Pagliuca per i rossoneri.

Finora, il Pisa si è affidato soprattutto sulle individualità, non poteva essere altrimenti visto che la squadra è stata profondamente rinnovata: continua a impressionare Morrone, davvero fuori categoria per questa Lega Pro, già due gol pesantissimi all’attivo, con l’Arma letale freddo dal dischetto e determinante in zona Cesarini per scacciare gli incubi di una rimonta. Il Pontedera si concede una prova così così ad Ancona: personalità come sempre, ma con un pizzico di cattiveria in più sotto porta poteva scapparci il colpaccio. Detto questo, non è facile iniziare a giocare all’ora dell’aperitivo.

Delude un po’ il Prato, che all’Aquila ha rischiato l’osso del collo visto che gli abruzzesi di Pagliari hanno colto un legno allo scadere, alla fine però la qualità degli attaccanti Bocalon e Rubino dovrà per forza uscire. Ci aspettavamo qualcosa di più dal Grosseto, che però ha il problema di assemblare giocatori arrivati all’ultimo momento, e per ora si aggrappa ai guantoni di Mangiapelo, che ha parato due rigori. Pescando nella memoria, ricordiamo un Seba Rossi che nella Rondinella parò due rigori alla Carrarese, stagione 85-86, il precedente speriamo sia beneaugurante per l’estremo grossetano. A proposito di Carrarese, quattro punti gettati alle ortiche nel recupero sono un po’ troppi. L’attenzione anche nei dettagli deve essere feroce nei minuti finali. Ne sa qualcosa il Savona, per la gioia della Lucchese.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web