Il Tirreno

Livorno

Morrone trascinatore, Arma cecchino

di Antonio Scuglia

L’esperto centrocampista si carica sulle spalle i nerazzurri pisani e li porta in vetta insieme a Pontedera e Ascoli

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PISA. Quando un giocatore di serie A (o alta serie B) scende in Lega Pro, dal suo atteggiamento dipende la differenza fra un’annata da vero leader e un flop clamoroso. Con le ovvie ripercussioni sul rendimento dell’intera squadra. Stefano Morrone, ex Empoli, ex Livorno, ex Parma, 316 gare nella massima serie, è stato l’uomo più importante del mercato del Pisa. Ma soprattutto ha già fatto vedere al pubblico nerazzurro che non è venuto a svernare ma a tentare l’ennesima impresa sportiva.

Gol e cuore. Due gol in tre partite per lui: ha raddrizzato una brutta situazione domenica scorsa a Rimini ed ha sbloccato il risultato ieri contro il Gubbio. Eppure non sono i gol che lo hanno messo in mostra, ma la sua capacità di prendere in mano la squadra. Nel centro campo del Pisa Iori è il regista, Morrone è quello che ruba palla agli avversari li fa sbagliare, rovescia il fronte del gioco.

Il Pisa ieri ha riconquistato la vetta - sia pure in condominio con il Pontedera e l’Ascoli - e lo ha fatto con un gioco spumeggiante sì, ma anche e soprattutto grazie alla verve e alla voglia di vincere del suo capitano.

L’Arma è sempre carica. Morrone poi, soprattutto nella ripresa, ha trovato un valido socio in un altro fra gli elementi più rappresentativi della squadra: il lungo centravanti Rachid Arma che ha prima conquistato e trasformato il rigore del 2-1, e poi messo in cassaforte il risultato al 90’ entrando di prepotenza in porta col pallone durante una mischia.

Eppure, nonostante la miriade di palle gol costruite (il conto dei corner di solito non è importante, ma il 16-1 di ieri è chiaro), fino al 21’ della ripresa il risultato era bloccato sull’1-1: «Abbiamo giocato una grande partita, ma queste sfide bisogna chiuderle prima», ha ammesso lo stesso centravanti.

Morrone non si è presentato in sala stampa: lui aveva già parlato... in campo, con il gol d’apertura (una bella girata di destro sotto misura, su cross basso di Pellegrini), i mille contrasti vinti, la pressione messa addosso ai giovani (e meno giovani: nel Gubbio c’era anche Loviso) avversari.

Non ci sono solo le star. E’ sicuramente riduttivo indicare in due soli giocatori - seppure importanti come Morrone e Arma - il motivo del successo dei nerazzurri: «Mi devo complimentare con i ragazzi - ha detto a fine gara l’allenatore Piero Braglia - perché hanno fornito una bella prestazione. Hanno interpretato bene la gara come gli avevo chiesto e sono soddisfatto».

Quel che è certo è che la vittoria di ieri è stata da parte del Pisa una risposta alle tante difficoltà che sarebbero potute emergere dopo due settimane difficili, con la doppia sentenza sfavorevole della Figc e poi del Coni sul ripescaggio, e in mezzo la prestazione opaca di Rimini (1-1 con il Santarcangelo). La squadra nerazzurra era chiamata a dimostrare che non è fatta di grandi nomi ma di grandi giocatori, capaci di soffrire e di mettersi alle spalle ogni difficoltà per lanciare in modo chiaro la sfida alle concorrenti.

Sul piano del gioco la sfida è stata vinta, sul piano del carattere pure, anche se la scarsa freddezza sotto porta ha messo in discussione a lungo il risultato.

Una sfida infinita. Il Pisa però non ha tempo per godersi questa bella serata, o tardo pomeriggio che si voglia chiamare (si è giocato alle 18), perché mercoledì dovrà confrontarsi di nuovo con un avversario ostico, il Savona in campo esterno. I liguri hanno il dente avvelenato per il modo in cui si sono fatti rimontare dalla Lucchese una partita che pensavano ornai di archiviare con il successo e l’aggancio in vetta. Al Bacigalupo quindi ci sarà da tenere l’attenzione altissima e i nervi saldi. La sfida per vincere il campionato coinvolge i nerazzurri, l’Ascoli, l’ottimo Pontedera, ma altre realtà potrebbero venir fuori alla distanza perché il campionato si sta dimostrando competitivo ed equilibrato, quasi impronosticabile. Una bella serie C, o Lega Pro se vogliamo chiamarla in modo ortodosso, con la certezza che sarà difficile annoiarsi. E all’Arena, sarà addirittura impossibile. Ieri a vedere Pisa-Gubbio c’erano quasi seimila tifosi indiavolati sugli spalti, andando avanti si prevede che aumenteranno ancora.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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