Il Tirreno

Livorno

La Lucchese non molla mai e il pari arriva nel recupero

di Luca Tronchetti
La Lucchese non molla mai e il pari arriva nel recupero

Sotto di due reti i giovani rossoneri rimontano grazie a una ripresa superba Strizzolo si fa male (out due mesi) e mister Pagliuca attacca il “palazzo”

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LUCCA. È ancora un Tommaso a far impazzire di gioia il popolo rossonero. Se il 4 maggio il gol della vittoria a Correggio che sancì il ritorno in Lega Pro della Lucchese venne realizzato dal diciannovenne Tommaso Pecchioli entrato in campo nell’ultimo quarto d’ora, ieri al Porta Elisa in una gara che dopo 45’ sembrava perduta a regalare momenti di euforia ai tifosi nel giorno della festa dei lucchesi (S. Croce) è Tommaso Biasci, 20 anni, ex Primavera del Livorno entrato appena dieci minuti prima. È lui che con perfetta scelta di tempo infila di testa sotto la traversa l’ex Pennesi realizzando il 2-2 finale che consente alla Lucchese di restare imbattuta veleggiando nei quartieri alti della classifica con 5 punti in 3 partite. Non male per una neo promossa che schiera una squadra imbottita di under 21.

Pagliuca in castigo. Ma non è tutto oro quel che riluce. Perché la squadra perde per due mesi uno dei suoi punti di forza (Strizzolo, lussazione spalla sinistra) e mercoledì nel derby al Lungobisenzio dovrà fare a meno in panchina del suo conducator. Il tecnico Guido Pagliuca, il valore aggiunto della Lucchese, c’è ricascato (speriamo sia l’ultima volta) e dopo 13’ un fiscalissimo direttore di gara (Mei di Pesaro) lo caccia dal campo dopo averlo richiamato qualche minuto prima. «Stavolta ha ragione il presidente. - dice in sala stampa il tecnico cecinese - Sono un bischero. Ma giuro che non ho rivolto frasi ingiuriose al direttore di gara. Gli ho soltanto detto che doveva ammonire un giocatore del Savona. Prometto: non lo faccio più».

Piedi per terra. L’entusiasmo per la remuntada non deve illudere nessuno. Perché il cammino è lungo e tortuoso e - al di là degli indiscutibili meriti di Nolé e compagni - non sempre i rossoneri troveranno una formazione che dopo il doppio vantaggio rinuncia a giocare e si chiude dietro e un tecnico (Di Napoli) che toppa clamorosamente togliendo il metronomo Cerone, in grado di dare equilibrio in mezzo, sistemando davanti alla difesa tal Di Sole che in venti minuti si becca due gialli senza senso facendosi cacciare e lasciando la sua squadra in dieci. Pagliuca a fine gara elogia i suoi giovanotti, ma mette in guardia l’ambiente: «Sono contento per tutti i ragazzi. In particolare per Biasci e Ferrante che durante la settimana si sono spezzati la schiena e meritano il massimo dei voti. Un pareggio pesante ottenuto e voluto grazie a un secondo tempo di grande intensità e carattere. Ma non possiamo concedere spazi come è avvenuto nel primo tempo quando siamo rimasti imbambolati. Ci è mancata la concentrazione e la necessaria cattiveria agonistica. Certo, il rigore a freddo ha influito, ma non è un alibi».

L’attacco al palazzo. Non le manda a dire il tecnico rossonero. Non gli piacciono certe decisioni sul calendario: «Perché la Lucchese deve giocare domenica con il Savona, mercoledì a Prato e sabato con il Pontedera mentre i lanieri giocano sabato a l’Aquila, mercoledì con noi e domenica in casa con il Savona oppure l’Aquila gioca a distanza di tre giorni due volte a Pontedera (mercoledì con i granata e domenica con il Tuttocuoio) potendo così prendere un albergo in zona per tutta la settimana? Qualcosa non mi quadra. Spero che si tratti di una casualità e che lo stesso trattamento venga riservato anche a noi in futuro».

Futuro più roseo. Con i rientri di Calistri (già a Prato) e Chianese (con il Pontedera) il tecnico ritrova il sorriso: «Il Savona aveva un’età media di 26 anni, noi poco più di 21. Con il recupero dei due veterani e quello di Risaliti sull’out destro avremo maggiore esperienza. Strizzolo? Mi dispiace enormemente per il ragazzo che per noi era importante. Chi giocherà? Ferrante e Biasci hanno fatto bene e meritano fiducia».

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