Gioco
Io non ho paura E il piccolo Tuttocuoio spaventa le grandi
I neroverdi di Ferguson Alvini fermano l’Ascoli sullo 0-0 spinti dai giocatori più agè: Colombo, Falivena, Serrotti
PONTE A EGOLA. Roberto Falivena, classe 1986, difensore centrale, con trascorsi a Pistoia, Castelnuovo, Carrara, Viareggio e Pontedera, al Tuttocuoio da quattro anni. Matteo Serrotti, stessa età del compagno, centrocampista in neroverde da quest’anno dopo una stagione in C1 a Prato e una vita passata in serie D. Corrado Colombo, 35 anni, attaccante tuttofare dopo una carriera fra serie A e serie B. E poi, naturalmente, lui: Massimiliano “Ferguson” Alvini, il tecnico di una squadra che guida dal 2008 quando militava in Promozione, conducendola fino alla Lega Pro. Sono questi i perni di una formazione di ragazzini che sta dimostrando di non avere nessuna paura in mezzo a così tanti colossi. Il Tuttocuoio ha spazzato via il Prato e ha fermato l’Ascoli. Mercoledì giocherà a Piacenza, mentre domenica riceverà L’Aquila.
«Noi siamo piccoli, sappiamo la strada che dobbiamo percorrere – ha detto il mister – Ci dobbiamo salvare e per farlo dovremo soffrire. Ma questi risultati ci rendono orgogliosi e consapevoli delle nostre capacità». Parole ripetute come un mantra dall’inizio della stagione e ribadite anche ieri dopo una gara splendida dei suoi, con i tre “vecchi” in grande spolvero a trainare una squadra che ha avuto il coraggio di attaccare l’Ascoli in ogni zona del campo.
E chissà come sarebbe andata se proprio Serrotti avesse realizzato il rigore fischiato al 28’ del primo tempo per un fallo di mano di un difensore bianconero. Alvini ha addirittura citato Francesco De Gregori per dire che non giudica il suo giocatore da un particolare come un errore dal dischetto. «La squadra ha avuto coraggio», ha spiegato il tecnico, ma ha anche dimostrato capacità di compattarsi davanti a chiunque. Falivena ha guidato la difesa come un elemento dai suoi trascorsi dovrebbe fare, rendendo solido anche Colombini a suo fianco. Serrotti ha creato gioco e cucito i reparti dando geometrie e ritmo alla manovra, ben supportato dall’ivoriano Konaté e Deiola schierati in mediana. Colombo si è fatto vedere ovunque, difesa compresa, rendendosi pericoloso e ispirando i movimenti di Gargiulo e Cherillo, i suoi compagni di reparto, ma dando coraggio anche agli esterni Pacini e Zanchi, autori di una grande partita.
Insomma, un Tuttocuoio col cuore in mano davanti alla capolista e che non sembra fermarsi a bearsi davanti a una classifica che lo vede proiettato in alto. La gara con l’Ascoli, del resto, ha dimostrato proprio questo: dopo la vittoria di Prato non ci sono stati cali di concentrazione o voli pindarici pensando di poter cercare qualcosa di diverso dalla salvezza. «Semmai è ora che dobbiamo fare il salto di qualità. Fermare l’Ascoli e andare a Piacenza pensando di poter vincere facile sarebbe un errore assurdo», ha detto Alvini. Ma conoscendo il tecnico di Fucecchio la squadra del paese più piccolo del campionato non corre proprio questo rischio.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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