Gioco
I due volti dell’extra-time la Carrarese ci lascia 4 punti
“In zona Cesarini” è una delle cosiddette espressioni gergali più antiche del calcio. Risale addirittura agli Anni Trenta del secolo scorso, quando lo juventino Renato Cesarini, prima in Nazionale e...
“In zona Cesarini” è una delle cosiddette espressioni gergali più antiche del calcio. Risale addirittura agli Anni Trenta del secolo scorso, quando lo juventino Renato Cesarini, prima in Nazionale e poi nelle sfide di club, mise a segno una serie di reti nei minuti finali. Ma un tempo le partite duravano 90 minuti, rarissimi i recuperi. Ora invece è una regola codificata, quella dell’extra-time. Una regola dolce per qualcuno, dolorosa per altri. Dolorosa soprattutto per la Carrarese, che nelle ultime due gare ha lasciato sul terreno quattro punti in zona Cesarini: ai Marmi, nello scorso turno, la Pistoiese ha segnato il 3-3 al 94’, mentre sabato il San Marino (che già nella passata stagione firmò una clamorosa rimonta in extremis) ha realizzato l’1-1 al 92’. Una Pistoiese specializzata a segnare nel finale, visto che il gol partita di Romeo sulla Pro Piacenza è arrivato all’88’. È uno zuccherino l’extra-time anche per i rossoneri della Lucchese: sotto di due gol in casa con il Savona, accorciano su rigore e poi realizzano il pari al 92’ con Biasci. Un 2-2 che assomiglia a una vittoria. Non è “rigorosamente” zona Cesarini, ma il penalty conquistato e trasformato da Bocalon del Prato a L’Aquila all’83’ è comunque un gol determinante nel finale. Chiude Arma, che nel recupero mette il sigillo al successo del Pisa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google